
stasera ho tirato via i libri letti di recente (letti completamente, voglio dire; altri restano lì perché li percorro a bocconi, a morsi, a strattonate). gialli, essenzialmente, sebbene la definizione sia imprecisa e, tutto sommato, poco significante. bello "l'ultima estate di innocenza", scritto da patrick fogli per piemme. non avevo letto il suo primo romanzo, ma le recensioni (soprattutto una sul domenicale del sole24ore) erano di altissimo profilo. e il libro è bello: teso, articolatissimo, molto ben costruito. ha un meccanismo corale: personaggi apparentemente lontani che col passar delle pagine entrano in questa terribile fotografia, e nerissima. magari ci torniamo, perché a non convincere è la scrittura di fogli. troppo lungo e ampolloso il testo: un buon lavoro di editing lo avrebbe ridotto di un quarto e reso il libro irresistibile.
michael connelly l'ho anche intervistato, qualche tempo fa. intervistato è una parola grossa: mi sono limitato a mandare una lista di domande al suo ufficio stampa, e dopo qualche giorno ho ricevuto le risposte. connelly è uno bravo a fare il suo mestiere; e il suo mestiere è scrivere thriller senza cedimenti o allentamenti della tensione. "la ragazza di polvere" vede ancora una volta protagonista harry bosch, che rientra in servizio dopo tre anni di congedo e viene assegnato al reparto dei casi irrisolti. la mano di connelly mantiene un buon ritmo, ma bosch sembra stanco, come il suo autore.
(continua)
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