
avrebbe dovuto essere la settimana dedicata a michael chabon. da sempre ho in mente di leggere "le fantastiche avventure di kavalier e clay", ma prima di avvicinarmi alle sue ottocento pagine mi sono concesso la piccola deroga di attaccare "i misteri di pittsburgh", il suo primo romanzo, pubblicato alla fine degli anni ottanta.
certo, per essere un esordio, è impressionante. chabon denuncia un controllo della scrittura e dell'espressione da fuoriclasse assoluto; la sua narrazione ha un respiro e un ritmo incantevoli (ben resi, peraltro, dalla bellissima traduzione di patrizia bonomi).
protagonisti del romanzo sono art bechstein, figlio di un potente boss della mafia ebraica di pittsburgh, e la sua ultima estate di spensieratezza prima che inizi la vita vera; art si è laureato in economia e trascorre tre mesi vivendo intensamente la sua nuova amicizia con arthur, cleveland e phlox, tre personaggi vivacissimi attraverso cui scoprirà il vero senso dell'amore e della morte. romanzo di formazione, "i misteri di pittsburgh" richiede tempo per essere assorbito a fondo.
ecco perché kavalier e clay, loro malgrado, dovranno ancora aspettare un poco. ma giusto un poco.
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