mercoledì 9 luglio 2008

douglas



daniele e chiara, da londra, mi hanno mandato via cellulare quest'immagine. è la tomba di douglas adams, uno dei miei scrittori preferiti. di lui ho sempre - dico: sempre - un libro sul comodino, "il salmone del dubbio", che ne raccoglie, oltre all'ultima versione, incompleta, dell'ultima avventura di dirk gently, scritti vari ed eventuali, frammenti di riflessioni, idee, visioni.

douglas adams è morto nel 2001. aveva quarantanove anni, ma già da molto non scriveva quasi più. gli costava fatica scrivere romanzi, diceva. era l'unico scrittore al mondo cui scrivere non piaceva più. era diventato il più grande esperto planetario di scadenze impossibili.

questo blog è nato pensando a douglas adams, al sibilo delle scadenze che ti passano accanto, alla fatica di scrivere.

rip.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

La mia tesi di dottorato riportava in esergo una citazione di Adams (da "So Long, and Thanks for All the Fish"):
"A scientist must be absolutely like a child. If he sees a thing, he must say that he sees it, whether it was what he thought he was going to see or not. See first, think later, then test. But always see first. Otherwise you will only see what you were expecting. Most scientists forget that."
E' una delle più profonde riflessioni che io abbia mai letto sull'attività dello scienziato.
Ciao Vincè.

valentina ha detto...

azz, uno non può neanche provare l'esperimento di lanciare un blog, più o meno, anonimo che subito (o quasi) viene stanato. ciao se'. mi sto sciorinando umbria jazz al posti tuo, sappilo, e sentiti un po' in colpa! (scherzo: divertiti e riposati). bello il tuo post su nazione indiana. la mia sensazione è che il vero problema ormai sia il termine, non tanto la musica, in nome della quale accettiamo sotto lo stesso ombrello espressivo e stilistico eubie blake e anthony braxton, jabbo smith e han bennink, mario biondi e gianmaria testa. c'è poco da scherzare.

valentina ha detto...

ps "so long", che si dice adams scrisse in quindici giorni, è uno dei miei libri preferiti di sempre.

Anonimo ha detto...

A stanarti non sono stato io, ma è stato un altro blogger (jazzfromitaly), che ti ha chiamato per nome...
Io sono appena tornato dal mare. Qualche giro a Umbria Jazz me lo farò (maltempo, bambina e università permettendo), magari ci incrociamo.
Ciao.