<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786</id><updated>2012-01-26T02:55:56.469+01:00</updated><title type='text'>jellyrollmusic</title><subtitle type='html'>sguardi e appunti altrove</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-7905257871483012689</id><published>2008-07-24T01:03:00.006+02:00</published><updated>2008-07-24T02:44:42.806+02:00</updated><title type='text'>if i were a bell. aka: a day in the life (of red garland)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SIe9KhcRF7I/AAAAAAAAAGk/R0trPc0U7FI/s1600-h/480945335.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SIe9KhcRF7I/AAAAAAAAAGk/R0trPc0U7FI/s320/480945335.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226353881060022194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;da tre anni, e ancora per poco, vivo praticamente sotto la torre campanaria del borgo. quando il campanile suona - e lo fa ogni mezzora, dalle sette e mezza del mattino alle otto e mezza di sera - se solo ne avessi, tremerebbero bicchieri e cristalliere. non è tanto il rimbombo delle due campane, che pure mi suonano a tre metri, in linea d'aria, dalla testa: se così fosse, dovrei svegliarmi ogni mattina al primo rintocco (sette e mezza), e non succede; ormai mi sono assuefatto,e volendo riesco anche a non sentirle. il guaio è il rumore sordo prodotto dal meccanismo che fa oscillare le campane: quello sì è piuttosto sinistro, e poco piacevole. alle campane ci si abitua; anche la micia l'ha fatto. forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho cominciato, però, ad affrontare il problema dal giusto verso soltanto in questi ultimi mesi. ho, cioè, usato l'ironia. l'ironia (dal greco: ironiòs - direbbe la porta/guzzanti - che vuol dire: sàggèzzà) serve a disarmare una situazione pericolosa, a renderla innocua attraverso lo straniamento, la delocalizzazione cognitiva. certo, ho impiegato del tempo, ma l'importante era arrivarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutta quest'ironia, insomma, l'ho manifestata una di queste mattine. ve l'ho detto: da tempo dormo poco; meglio, dormo male. il mio ritmo veglia/sonno, per dirla con un eufemismo, fa le bizze, tanto che l'ho rinominato "circo adiano". come in ogni buon circo che si rispetti ci sono acrobati e trampolieri, tigri ed elefanti, clown e pagliacci; e ognuno fa quel che gli pare, col risultato che per un intero periodo sono andato a letto alle sei del pomeriggio svegliandomi alle quattro del mattino successivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;insomma, una di queste mattine - (one of these morning, sembra l'attacco di un blues) era presto, e s'avvicinava minaccioso il rintocco delle sette e mezza, ed ero già sveglio da un po' - ho anticipato la campana mettendo nel lettore "if i were a bell", suonata dal quintetto di miles davis e contenuta in quel classico dei classici che è "relaxin' with the miles davis quintet". non la ascoltavo da tempo. meraviglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come sapete, il materiale per quel disco fu inciso tutto in un giorno, il 26 ottobre 1956, durante il quale, in verità, miles e i suoi (john coltrane, paul chambers, philly joe jones e red garland) incisero dodici brani, sei dei quali finirono su "relaxin'" (e gli altri? chi indovina vince premi e cotillons). l'undici maggio precedente, il gruppo ne aveva incisi altri quattordici completatando l'onere contrattuale con la prestige, prima di passare (ufficialmente; ufficiosamente avevano già iniziato a registrare) alla columbia. in tutto ventisei pezzi, tutti tranne uno incisi alla prima take. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;già il tema, come spesso in quel periodo del quintetto, è un gioiello di perfezione, di relax, di swing. a partire da come miles stacca il tempo (con lo schioccare delle dita) e la precisione con la quale gli altri musicisti si impossessano della scansione e la incorporano nell'esecuzione. (avete fatto caso alla differenza tra il rock e il jazz? nel rock, il tempo viene staccato molto più bruscamente, e senza troppi fronzoli: il tempo binario costruisce la sua solidità prendendo terra; nel jazz, invece, il leader impiega due, o quattro, come miles in questo caso, a volte otto misure a vuoto per indicare il tempo ai compagni: serve a dar loro il tempo di acclimatarsi, di sincronizzare il respiro, i battiti). la spinta viene catturata da red garland, il pianista, per il primo tocco di classe: le campane del big ben, il cui disegno è tratto dal motivo di "i know that my redeeeer liveth", un'aria di &lt;a href="http://www.haendel.it/"&gt;george frideric handel&lt;/a&gt;. siamo in tema di campane, e non c'è citazione più gustosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'esposizione procede con la olimpica genialità di quel gruppo: ogni singolo secondo contiene un gioiello di interplay, di spettacolari automatismi, di improvvise soluzioni: quelle cose, insomma, che fanno gridare al miracolo. eccolo, il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tema &lt;/span&gt;di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;if i were a bell&lt;/span&gt;. 32 misure, abac. (nei soli la forma cambia leggermente).&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012475-21a" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012475-21a" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la rete di suoni e condotte che si stabilisce tra i quattro (coltrane non suona il tema) è incredibile; ancor più lo è il modo in cui i musicisti della sezione ritmica reagiscono l'uno agli stimoli dell'altro; se la reazione fosse in tempo reale avvertiremmo un piccolo scarto, seppur microscopico; invece nulla: come se ciascuno sapesse cosa l'altro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;stesse per fare&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in questo fiorire di meraviglie, una in particolare è appassionante: intanto, perché l'idea è perfetta, per collocazione, esecuzione, economia e semplicità; poi, perché sembra un piccolo chiodo fisso di red garland, il campanaro. alla fine della sezione b, quanto il tema ripiega sulla a, garland suona una nota, una sola nota: una nota singola, che ha la leggerezza di una piccola campana in lontananza. se vi è sfuggita, eccola:&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012478-8b7" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012478-8b7" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sentito? garland approfitta del vuoto per appoggiare questo do scampanellante (sono due, in realtà, a distanza di un'ottava), morbidissimo, lontano. un'idea bella, chiara, perfettamente leggibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tanto chiara e leggibile che al nostro red garland doveva essere piaciuta molto. la ripete almeno due volte. la prima alla fine del solo di miles:&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012480-5ff" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012480-5ff" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la seconda prima della riesposizione finale del tema:&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012481-fe6" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=5012481-fe6" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quest'ultima ha una potenza ancora maggiore. le altre erano piazzate sul secondo quarto della battuta: questa, invece, cade sul levare del quarto movimento, dando al flusso musicale una spinta dinamica formidabile.&lt;br /&gt;note singole, scampananti, come brillanti gemme sonore che emergono dalla nebbia. non ci crederete, ma garland ne infila altre due nella riesposizione finale del tema. (procuratevi il disco, e provate a rintracciarle). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quello stesso giorno, però, a garland l'idea gli stava scavando un piccolo solco nel cervello, come un tarlo che lo costringeva a riempire lo spazio con gesti sparuti, suoni isolati, rintocchi pudichi. lo fa anche in "oleo", brano sul quale sto scrivendo un saggio che prima o poi finirò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in quel particolare giorno della sua vita, dunque, red garland suonava e sentiva campane dappertutto. chissà se pure lui viveva sotto una torre campanaria...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-7905257871483012689?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/7905257871483012689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=7905257871483012689' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7905257871483012689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7905257871483012689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/if-i-were-bell-aka-day-in-life-of-red.html' title='if i were a bell. aka: a day in the life (of red garland)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SIe9KhcRF7I/AAAAAAAAAGk/R0trPc0U7FI/s72-c/480945335.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-5640301862649432502</id><published>2008-07-18T00:01:00.004+02:00</published><updated>2008-07-18T00:42:07.603+02:00</updated><title type='text'>sedia (cadere dalla)</title><content type='html'>giorni fa mi arriva il solito pacchetto di cd dagli states. avevo comprato materiale d'archivio, sostanzialmente, più qualche sfizio. uno di questi è un disco della cantante brasiliana ithamara koorax: da noi non molto famosa, ma non priva di fascino e, quando non esagerano in cabina di regia col riverbero, di suggestiva grana vocale. metto il cd e - come sempre faccio, non solo per diporto, ma anche quando devo recensire - non leggo nulla (brani, relativi autori, musicisti): mi aiuta a concentrarmi sulla musica. mentre faccio altro (non devo recensirlo!) mi arriva questo (è la seconda, e ultima, esposizione del tema):  &lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=4964174-bcb" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=4964174-bcb" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quasi cado dalla sedia. è meraviglioso, e lei ha un vibrato estremamente rapinoso. però mi ricorda qualcosa. prendo il booklet e leggo che questa "i loved you", il cui testo è ricavato da una poesia di puskin, è stata scritta da claus ogerman. mi dò il classico schiaffo sulla fronte. ecco perché mi ricordava qualcosa. vado allo scaffale, cerco ogerman (ci metto un po', quei normali tre quarti d'ora: tengo i dischi, e i libri, in ordine rigorosamente sparso...) e trovo l'antologia "a man and his music". ecco la versione suonata dal compositore medesimo (la voce è di marilyn schmiege): &lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=4964169-be8" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=4964169-be8" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;però c'è ancora qualcosa che mi sfugge. il brano è il medesimo, ma l'arrangiamento assolutamente no. e io quell'arrangiamento per piano e voce, con gli accordi scanditi come quadri di un'esposizione, li ho già sentiti. poi ci arrivo. ascoltate:&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="335" height="28" id="divplaylist"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=4964182-26a" /&gt;&lt;embed src="http://www.divshare.com/flash/playlist?myId=4964182-26a" width="335" height="28" name="divplaylist" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è barbra streisand, una delle più belle voci femminili del secolo (scorso). incise questa versione (su cui quella della koorax è ricalcata) in un disco bruttarello intitolato "classic barbra". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a volte, basta poco per cadere dalla sedia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-5640301862649432502?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/5640301862649432502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=5640301862649432502' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5640301862649432502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5640301862649432502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/sedia-cadere-dalla.html' title='sedia (cadere dalla)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-8492679316041567155</id><published>2008-07-17T02:22:00.003+02:00</published><updated>2008-07-17T02:29:13.178+02:00</updated><title type='text'>muppets</title><content type='html'>ve la devo raccontare. accade al tempo della preparazione di "the blues brothers". 1979. giorno più giorno meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Belushi e Akroyd avevano già iniziato a proporre la loro geniale reinterpretazione dei due bluesmen nel celeberrimo show televisivo Saturday Night Live e, pensando con Landis alla trasposizione sul grande schermo, contattarono James Brown, Aretha Franklin, Ray Charles e gli altri. Fu a quel punto che venne loro in mente John Lee Hooker, il quale, all’epoca, si esibiva al Lone Star, un club di New York del quale Belushi conosceva il proprietario, Mort Cooperman. Fu proprio Cooperman a portare la star televisiva nel retropalco e a presentargli Hooker, che non riconobbe affatto Belushi. Cooperman disse: “Sai, lui è una celebrità televisiva”. Hooker, allora, abbassò gli occhiali scuri, squadrò Belushi e gli fece: “Ma chi sei, uno dei Muppets?”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-8492679316041567155?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/8492679316041567155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=8492679316041567155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8492679316041567155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8492679316041567155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/muppets.html' title='muppets'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-8416962501969620104</id><published>2008-07-17T02:12:00.005+02:00</published><updated>2008-07-17T02:21:48.628+02:00</updated><title type='text'>il futuro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SH6QlQpAt5I/AAAAAAAAAGc/RypT9bM7BW4/s1600-h/batiste.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SH6QlQpAt5I/AAAAAAAAAGc/RypT9bM7BW4/s400/batiste.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223771587592894354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;in un suo &lt;a href="http://ww.artsjournal.com/jazzbeyondjazz/2008/05/the_new_future.html"&gt;post &lt;/a&gt;di qualche tempo fa, il grande howard mandel esordiva dicendo: ho ascoltato il futuro nella forma del trombettista igmar thomas &amp; the cypher con l'mc raydar ellis. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;più modestamente, l'altra sera, a perugia, io ho ascoltato il congiuntivo (futuro mi pare troppo impegnativo) nella forma del pianista del gruppo di cassandra wilson. si chiama &lt;a href="http://www.jonathanbatiste.com"&gt;jonathan batiste&lt;/a&gt;, ha 22 anni, e tra due-tre anni ho come la sensazione che non vedrà più nessuno. un fenomeno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-8416962501969620104?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/8416962501969620104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=8416962501969620104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8416962501969620104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8416962501969620104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/il-futuro.html' title='il futuro'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SH6QlQpAt5I/AAAAAAAAAGc/RypT9bM7BW4/s72-c/batiste.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-6251240138131760614</id><published>2008-07-15T17:23:00.003+02:00</published><updated>2008-07-15T17:33:41.440+02:00</updated><title type='text'>assente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHzDHefKHXI/AAAAAAAAAF8/0qgfYoxnPzM/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHzDHefKHXI/AAAAAAAAAF8/0qgfYoxnPzM/s200/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223264201053183346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;vi (e mi) devo delle scuse: latitano nuovi post e il blog langue. mi dispiace. la colpa, naturalmente, è delle cavallette (per citare jake e elwood), e di un altro paio di cose che sto facendo in questi giorni (settimane, mesi). un po' di pazienza, e si ricomincerà a pieno regime (e non mi riferisco al governo, malpensanti!). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;intanto: finito "bad chili" (ci vuole poco: se si è presi, lo divorate) ho approfittato della simpatica iniziativa dell'einaudi - il 30% di sconto sulla collana stile libero - per completare la serie che lansdale ha dedicato a hap e leonard. temo che li divorerò nei prossimi giorni. nel frattempo, ho letto "reati capitali", di joseph finder, un legal thriller la cui orribile copertina mi guardava minacciosa dal 2005 (scrivo sempre sui libri dove e quando li ho comprati). niente di che, va detto, nonostante la rece del kirkus review parlasse di un finale sconcertante: come andrà a finire - se nella vita si sono letti tre libri del genere - lo si capisce a metà, ma forse i ragazzi di kirkus amano lasciarsi stupire, e hanno conservato la giusta ingenuità rispetto alle cose della vita e del legal thriller. beati loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-6251240138131760614?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/6251240138131760614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=6251240138131760614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6251240138131760614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6251240138131760614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/assente.html' title='assente'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHzDHefKHXI/AAAAAAAAAF8/0qgfYoxnPzM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-2915124729391270248</id><published>2008-07-10T13:16:00.007+02:00</published><updated>2008-07-12T01:26:13.829+02:00</updated><title type='text'>disclaimer</title><content type='html'>come avrete visto, in fondo alla colonna di destra ho inserito un disclaimer, in base al quale mi impegno a pubblicare sul blog spezzoni, o riassunti, di immagini e musiche per fini educativi, di critica, commento, confronto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le notizie - buone o cattive? dipende - sono che a breve, grazie alle dritte di roberto, sarò in grado di postare musica, e chiacchierarne insieme. e che, sebbene sia passata sostanzialmente sotto silenzio, la modifica dell'articolo 70 della legge sul diritto d'autore (che, come molti non sanno, risale al 1941, legge 633), avvicina - con ancora troppe incertezze -, la disciplina del diritto d'autore relativamente a internet a quella dei paesi civilizzati. la modifica di cui sopra, approvata prima del natale precedente, è solo un primo passo. nei cassetti del ministero giace una interessante bozza di revisione della legge 633, la cosiddetta bozza gambino, che è scaricabile dal sito della camera. il nuovo governo, e il nuovo ministro, non mi pare abbiano prospettato modifiche o interventi, per cui andremo avanti così ancora per un po'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di grottesco, converrete, c'è la pruriginosissima idea della qualità di riproduzione: bassa, o degenerata (il testo dice: degradata, che è addirittura peggio). io mi limiterò a postare brevi estratti, un minuto, poco più, ma di buona qualità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ne sentiremo delle belle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-2915124729391270248?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/2915124729391270248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=2915124729391270248' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2915124729391270248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2915124729391270248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/disclaimer.html' title='disclaimer'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1720965633802473410</id><published>2008-07-10T13:06:00.003+02:00</published><updated>2008-07-10T16:53:08.470+02:00</updated><title type='text'>tortura e copyright (2)</title><content type='html'>se voi foste david gray (un cantante, non lo conosco) e vi dicessero che un vostro pezzo, "babylon", è tra i più usati per piegare la resistenza di presunti pericolosi terroristi internazionali in un carcere di massima sicurezza adibito a sala torture, come la prendereste?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il povero non l'ha presa bene, almeno secondo quanto ha dichiarato alla bbc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1720965633802473410?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1720965633802473410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1720965633802473410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1720965633802473410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1720965633802473410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/tortura-e-copyright-2.html' title='tortura e copyright (2)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1626423401433528536</id><published>2008-07-10T12:58:00.005+02:00</published><updated>2008-07-10T18:22:56.942+02:00</updated><title type='text'>tortura e copyright (1)</title><content type='html'>parleremo molto di diritto d'autore, nei prossimi post. ma la notizia del giorno è che un influente esperto e studioso di simili questioni ha sollevato il dubbio che le forze armate americane debbano pagare le royalties agli artisti dei quali utilizzano le composizioni per spararle a tutto volume nei padiglioni auricolari dei detenuti, a scopo di tortura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la &lt;a href="http://music.guardian.co.uk/news/story/0,,2289778,00.html"&gt;notizia&lt;/a&gt;, riportata dal guardian - come al solito: uno dei quotidiani più puntuali e interessanti del globo - prende le mosse dal &lt;a href="http://excesscopyright.blogspot.com/2008/07/is-torture-by-music-performance-in.html"&gt;post &lt;/a&gt;pubblicato sul suo blog da howard knopf.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;verrebbe da farlo, ma c'è veramente poco da ridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1626423401433528536?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1626423401433528536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1626423401433528536' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1626423401433528536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1626423401433528536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/tortura-e-copyright-1.html' title='tortura e copyright (1)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-3088960900327461535</id><published>2008-07-10T12:50:00.003+02:00</published><updated>2008-07-10T12:57:40.795+02:00</updated><title type='text'>hap e leonard</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHXq8dYzDeI/AAAAAAAAAF0/PCeD2DtKqtY/s1600-h/product-240952.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHXq8dYzDeI/AAAAAAAAAF0/PCeD2DtKqtY/s400/product-240952.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221337667407646178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;prometteva benissimo, e molto ha mantenuto, "quelli che restano", di hugues pagan. per sciacquarmi di dosso il fumo delle sigarette e quella certa disillusione esistenziale, e tutto, tutto il dolore di vite deragliate, mi affido ad hap collins e leonard pine, la coppia di detective creata da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Lansdale"&gt;joe r. lansdale&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;avevo letto "il mambo degli orsi", spettacolare, poi li ho persi un po' di vista. ieri notte il gran ritorno, e le prime cinquanta pagine di "bad chili" sono tra le più divertenti, comiche, politicamente scorrette e irresistibili che abbia mai letto. anche questo promette che meglio non si può.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-3088960900327461535?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/3088960900327461535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=3088960900327461535' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3088960900327461535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3088960900327461535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/hal-e-leonard.html' title='hap e leonard'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHXq8dYzDeI/AAAAAAAAAF0/PCeD2DtKqtY/s72-c/product-240952.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1520067124807478402</id><published>2008-07-09T10:58:00.002+02:00</published><updated>2008-07-09T11:16:33.657+02:00</updated><title type='text'>douglas</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHR-E2J5KlI/AAAAAAAAAFs/63xRXPURw04/s1600-h/01072008.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHR-E2J5KlI/AAAAAAAAAFs/63xRXPURw04/s400/01072008.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220936489750833746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;daniele e chiara, da londra, mi hanno mandato via cellulare quest'immagine. è la tomba di douglas adams, uno dei miei scrittori preferiti. di lui ho sempre - dico: sempre - un libro sul comodino, "il salmone del dubbio", che ne raccoglie, oltre all'ultima versione, incompleta, dell'ultima avventura di dirk gently, scritti vari ed eventuali, frammenti di riflessioni, idee, visioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;douglas adams è morto nel 2001. aveva quarantanove anni, ma già da molto non scriveva quasi più. gli costava fatica scrivere romanzi, diceva. era l'unico scrittore al mondo cui scrivere non piaceva più. era diventato il più grande esperto planetario di scadenze impossibili.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo blog è nato pensando a douglas adams, al sibilo delle scadenze che ti passano accanto, alla fatica di scrivere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rip.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1520067124807478402?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1520067124807478402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1520067124807478402' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1520067124807478402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1520067124807478402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/douglas.html' title='douglas'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SHR-E2J5KlI/AAAAAAAAAFs/63xRXPURw04/s72-c/01072008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-153258086416921973</id><published>2008-07-05T17:29:00.004+02:00</published><updated>2008-07-05T17:42:26.975+02:00</updated><title type='text'>fulminante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SG-U8y_q95I/AAAAAAAAAFc/g0P-YcYmBKs/s1600-h/8882370399_small.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SG-U8y_q95I/AAAAAAAAAFc/g0P-YcYmBKs/s320/8882370399_small.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219554265347585938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;"secondo la leggenda, lester young, giunto al termine dell'esistenza, parlava solo con i morti. si era inventato un linguaggio tutto suo - o tutto loro... e alla fine aveva capito tutto, anche le cose più sgradevoli, quelle che uno preferirebbe non avere mai saputo. la leggenda aggiunge che, un bel giorno, colui che i suoi pari riconoscevano come il più grande sax tenore della sua generazione, colui che tutti chiamavano 'presidente', se ne andò solo soletto, senza lasciare nulla alle sue spalle, a parte qualche frase pudica e tenera, dal contenuto tragico e dall'ammirevole perspicacia disillusa, da cui traspariva, a stare attenti, la splendida e pacata amarezza che è la tremenda prerogativa di coloro che, fin dall'inizio, hanno capito che non ne avrebbero fatta molta, di strada..."&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è l'incipit fulminante di "quelli che restano", di &lt;a href="http://www.meridianozero.it/autori/pagan.htm"&gt;hugues pagan&lt;/a&gt;, un noir pubblicato da &lt;a href="http://www.meridianozero.it"&gt;meridiano zero&lt;/a&gt;. ne ho trovata una copia, ieri, con la vecchia copertina, in puro stile blue note. promette bene. benissimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-153258086416921973?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/153258086416921973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=153258086416921973' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/153258086416921973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/153258086416921973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/fulminante.html' title='fulminante'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SG-U8y_q95I/AAAAAAAAAFc/g0P-YcYmBKs/s72-c/8882370399_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-98029369688048370</id><published>2008-07-03T10:20:00.003+02:00</published><updated>2008-07-03T10:37:54.639+02:00</updated><title type='text'>l'arpa in cantina</title><content type='html'>ieri stavo rivedendo alcune sequenze di "the blues brothers", la geniale pellicola di john landis che racconta le gesta dei fratelli jake e elwood blues. durante la conversazione in orfanotrofio con curtis (cab calloway), elwood ricorda di quando lo stesso curtis gli cantava le canzoni di elmore james e suonava l'arpa in cantina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'arpa in cantina? strano, no? e, infatti, è un formidabile svarione del traduttore: harp, naturalmente, significa arpa, ma nel gergo del blues armonica a bocca. la frase originale, peraltro, non si prestava a essere fraintesa: "singing elmore james tunes and blowing the harp for us down there". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come si fa a soffiare in un'arpa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGyPyQT41gI/AAAAAAAAAFU/GdjuifPR4LM/s1600-h/CA95~Blues-Brothers-Posters.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGyPyQT41gI/AAAAAAAAAFU/GdjuifPR4LM/s320/CA95~Blues-Brothers-Posters.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218704161750177282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-98029369688048370?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/98029369688048370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=98029369688048370' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/98029369688048370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/98029369688048370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/07/larpa-in-cantina.html' title='l&apos;arpa in cantina'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGyPyQT41gI/AAAAAAAAAFU/GdjuifPR4LM/s72-c/CA95~Blues-Brothers-Posters.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1579726489645369994</id><published>2008-06-29T00:27:00.001+02:00</published><updated>2008-06-29T00:29:18.025+02:00</updated><title type='text'>tortura metallica</title><content type='html'>un bell'articolo sul &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2008/jun/19/usa.guantanamo?gusrc=rss&amp;feed=39"&gt;guardian&lt;/a&gt; di qualche giorno fa illustra i metodi di tortura attraverso la musica che vengono normalmente utilizzati a guantanamo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;istruttivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1579726489645369994?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1579726489645369994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1579726489645369994' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1579726489645369994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1579726489645369994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/tortura-metallica.html' title='tortura metallica'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-2584140277885172449</id><published>2008-06-27T00:52:00.003+02:00</published><updated>2008-06-27T07:49:22.944+02:00</updated><title type='text'>kennedy</title><content type='html'>secondo quanto riportato da un quotidiano australiano il 2007 è stato un anno orribile per le vendite di cd nel mondo, mai così basse dal lontano 1985. (l'articolo è &lt;a href="http://www.theaustralian.news.com.au/story/0,,23883709-16947,00.html"&gt;qui&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la causa principale di tale disastro, secondo john kennedy (che non è quel kennedy, of course, ma uno dei capi della ifpi), è la copia illegale dei dischi, la pirateria, il peer to peer. ed è comprensibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma, allo stesso tempo, possibile che kennedy e compagni non capiscano che i cd costano troppo, che spesso le grandi case discografiche (che ormai sono tre e controllano quasi tutto il mercato mondiale) fanno investimenti sbagliati e scelte artistiche scellerate, sciagurate e dilettantistiche, sperperando miliardi per la promozione di prodotti invendibili? che da anni la qualità media della musica cosiddetta commerciale si è attestata a un livello infimo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la pirateria e il download illegale - che vanno combattuti e ostacolati - non possono essere l'unica spiegazione. troppo comodo, mr. kennedy.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-2584140277885172449?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/2584140277885172449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=2584140277885172449' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2584140277885172449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2584140277885172449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/kennedy.html' title='kennedy'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-6762433750143147385</id><published>2008-06-25T22:18:00.005+02:00</published><updated>2008-06-26T00:48:49.873+02:00</updated><title type='text'>vergogna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGKo4sKJGjI/AAAAAAAAAFM/yyD_in6M_Jg/s1600-h/coetzee_vergogna_115x120_87x124.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGKo4sKJGjI/AAAAAAAAAFM/yyD_in6M_Jg/s200/coetzee_vergogna_115x120_87x124.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215917010328295986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;stamattina ho finito "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vergogna&lt;/span&gt;", del premio nobel 2003 &lt;a href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2003/"&gt;j.m. coetzee&lt;/a&gt;. romanzo durissimo, profondo, fatto di una materia scabrosa, nervosissima. lo scrittore, la cui prosa asciutta,addirittura prosciugata, nasconde una tecnica raffinata (ben resa dalla traduzione), scava sottopelle, alla radice delle emozioni, lì dove puoi vederle nascere. ti resta tra le mani, dopo averlo finito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-6762433750143147385?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/6762433750143147385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=6762433750143147385' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6762433750143147385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6762433750143147385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/vergogna.html' title='vergogna'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGKo4sKJGjI/AAAAAAAAAFM/yyD_in6M_Jg/s72-c/coetzee_vergogna_115x120_87x124.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-3501469345308572254</id><published>2008-06-25T09:07:00.003+02:00</published><updated>2008-06-25T09:31:48.540+02:00</updated><title type='text'>pacchi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGHz_kWmM_I/AAAAAAAAAE8/xt9qSF6RIAk/s1600-h/spring-is-here-django-bates-cd-cover.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGHz_kWmM_I/AAAAAAAAAE8/xt9qSF6RIAk/s320/spring-is-here-django-bates-cd-cover.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215718116887507954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ieri mi sono arrivati due pacchi. in uno l'ultimo cd di &lt;a href="http://ww.djangobates.co.uk"&gt;django bates&lt;/a&gt; - uno dei miei musicisti preferiti -, nell'altro il "dizionario del jazz" di carles, clergeat e comolli nella nuova traduzione/edizione della mondadori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il disco di django è un capolavoro assoluto: ricco, ricchissimo, addirittura dispersivo: con le idee e le trovate che ci sono in questo lavoro un musicista normale ci camperebbe di rendita. potete ordinarlo, come ho fatto io, direttamente dal sito del geniale artista inglese, il quale dice: perché dare dei soldi a un negoziante quando il musicista quei soldi saprebbe molto meglio come spenderli? impossibile dargli torto. con poco più di venti euro passa la paura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;va da sé che mentre ascolto il cd di bates, ridacchiando come un beota, prendo il dizionario del jazz e cerco la voce relativa al jazzista inglese. non c'è. guardo meglio (con l'ordine alfabetico ho sempre avuto qualche problemino): nulla. non c'è. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è, naturalmente, giochino ozioso giudicare un dizionario sulle assenze, su quello che non c'è: bisognerebbe capire cosa c'è e com'è stato trattato. sta di fatto che, a primo acchito, quello che salta agli occhi è un vuoto grosso come una casa: non foss'altro perché, in un dizionario di jazz compilato da europei, manca uno dei vincitori del jazz par, il più prestigioso riconoscimento jazzistico del vecchio continente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la rece dell'opera la troverete su jazzit di settembre. il che vuol dire che ne riparliamo.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in verità, manca anche la scheda su brad mehldau. urca. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGH0UDyiWoI/AAAAAAAAAFE/JW5uezlvNG8/s1600-h/8804569778.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGH0UDyiWoI/AAAAAAAAAFE/JW5uezlvNG8/s200/8804569778.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215718468923579010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-3501469345308572254?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/3501469345308572254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=3501469345308572254' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3501469345308572254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3501469345308572254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/pacchi.html' title='pacchi'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGHz_kWmM_I/AAAAAAAAAE8/xt9qSF6RIAk/s72-c/spring-is-here-django-bates-cd-cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-549284804241206280</id><published>2008-06-25T08:47:00.002+02:00</published><updated>2008-06-25T09:06:14.512+02:00</updated><title type='text'>bossa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGHuJq2RZAI/AAAAAAAAAE0/gyEkXZypJDs/s1600-h/chega.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGHuJq2RZAI/AAAAAAAAAE0/gyEkXZypJDs/s200/chega.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215711693359899650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;si celebrano quest'anno, lo sapete, i cinquant'anni della bossa nova, la cui nascita si fa risalire all'agosto del '58, quando joao gilberto accompagnò con la sua chitarra elizabeth cardoso nella prima incisione di "chega de saudade", scritta da tom jobim e vinicius de moraes. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a new york i festeggiamenti sono iniziati con un concerto di gilberto alla carnegie hall. su repubblica di ieri una breve recensione, che conteneva anche questo passaggio sulle origini della bossa: "(...) uno stile che marcò la nascita di un nuovo ritmo musicale in grado di fondere il jazz col samba enfatizzando il legame fra la voce e la chitarra attraverso l'uso del microfono per rendere il suono più intimo, anziché amplificarlo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a parte il fatto che una virgola, anche messa a casaccio, avrebbe giovato, non capisco il senso, visto che l'uso del microfono serve, appunto, ad amplificare, e non il contrario. se voi avete capito, spiegatemelo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;invece, se volete sapere tutto sulla bossa nova c'è - in italiano, strano a dirsi - un libro formidabile: "chega de saudade", scritto da ruy castro e tradotto e pubblicato da angelica, una piccola casa editrice sarda. costa venti euro e sono davvero ben spesi. potete ordinarlo direttamente all'editore, &lt;a href="http://www.angelicaeditore.it"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-549284804241206280?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/549284804241206280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=549284804241206280' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/549284804241206280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/549284804241206280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/bossa.html' title='bossa'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SGHuJq2RZAI/AAAAAAAAAE0/gyEkXZypJDs/s72-c/chega.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-6459689565789472536</id><published>2008-06-24T05:50:00.003+02:00</published><updated>2008-06-25T00:00:26.237+02:00</updated><title type='text'>lacuna</title><content type='html'>finito il libro di jonathan lethem. eccellente. e scombiccherato. ma il ragazzo ha una sensibilità narrativa di prim'ordine, anche quando racconta - e questo è il caso - mondi e universi paralleli. la storia d'amore a tre tra un lui, una lei e un campo magnetico sconosciuto (cui viene dato il nome di lacuna) è piena di verve, trovate, teorie scientifiche interessanti. passa molto in sottofondo la satira sulla vita del college: mi sembra piuttosto che lethem abbia nel mirino ben altro. e se proprio vi va di leggere di professori universitari messi alla berlina, allora niente di meglio del vecchio buon david lodge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ben ritrovati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-6459689565789472536?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/6459689565789472536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=6459689565789472536' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6459689565789472536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6459689565789472536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/lacuna.html' title='lacuna'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1109788468940863783</id><published>2008-06-18T02:58:00.002+02:00</published><updated>2008-06-18T03:05:41.990+02:00</updated><title type='text'>un ipod per riccardo muti</title><content type='html'>il direttore d'orchestra riccardo muti, da poco a capo della chicago symphony orchestra, è stato presentato ufficialmente ai media nel corso di un'affollatissima conferenza stampa (ne dà un ampio resoconto il chicago tribune &lt;a href="http://www.chicagotribune.com/entertainment/chi-muti-0608jun08,0,6108689.story?track=rss"&gt;qui&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;autodefinitosi una persona semplice, un contadino del sud italia, il maestro ha dichiarato di non possedere un ipod e che fino al giorno prima pensava che ipod fosse il nome di un cavallo da corsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bah.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1109788468940863783?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1109788468940863783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1109788468940863783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1109788468940863783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1109788468940863783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/un-ipod-per-riccardo-muti.html' title='un ipod per riccardo muti'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-4432398700299460617</id><published>2008-06-18T02:45:00.003+02:00</published><updated>2008-06-18T02:56:09.984+02:00</updated><title type='text'>ciao cyd</title><content type='html'>non è un bel periodo, evidentemente. è di pochi minuti fa la notizia della morte di cyd charisse. l'attrice e ballerina aveva 86 anni. forse, per molti di voi non rappresentava nulla: io da bambino ero follemente innamorato di lei. aveva ballato in "singing in the rain", ma a me vi aveva irreparabilmente steso in "spettacolo di varietà" (the band wagon), con fred astaire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio, dancin' in the dark.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/duLFwcsc6Nc&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/duLFwcsc6Nc&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-4432398700299460617?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/4432398700299460617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=4432398700299460617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/4432398700299460617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/4432398700299460617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/ciao-cyd.html' title='ciao cyd'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-862311882068937672</id><published>2008-06-18T02:23:00.004+02:00</published><updated>2008-06-18T02:58:17.349+02:00</updated><title type='text'>cinema senza critici</title><content type='html'>della questione se ne parlava da tempo, ma un &lt;a href="http://www.nysun.com/arts/rescuing-the-critical-mass-with-exile-cinema/80024/"&gt;articolo &lt;/a&gt;del sun di new york analizza il fenomeno: dal 2006 più di trenta critici cinematografici hanno abbandonato, o perso, il loro posto di lavoro nei grandi organi di stampa americani. tre settimane fa l'ultimo, per il momento, atto di questa dolorosa diaspora: i celebri critici stephen hunter e desson thompson hanno accettato una buonuscita dal washington post per lasciare il loro posto a tempo pieno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;molti registi ora si chiedono: come sarà un mondo in cui non si pubblicano più recensioni di film? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per fortuna, in italia, e nel mio settore, non si corre questo rischio: la critica musicale sui quotidiani non esiste più da almeno vent'anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-862311882068937672?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/862311882068937672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=862311882068937672' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/862311882068937672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/862311882068937672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/cinema-senza-critici.html' title='cinema senza critici'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-7256423052912902076</id><published>2008-06-18T01:53:00.004+02:00</published><updated>2008-06-18T02:17:27.910+02:00</updated><title type='text'>la bolla</title><content type='html'>mentre nel paese si tira un sospiro di sollievo per le sorti della nazionale di calcio, va in archivio "tuff e la sua banda". romanzo di formazione, sebbene politicamente scorrettissimo, racconta l'avventura di winston foshay, un enorme giovane nero di east harlem il quale, con l'aiuto di una teppa di delinquentelli (i suoi amici: fariq lo storpio, whitey, armello), sua moglie yolanda, un'attempata e rivoluzionaria giapponese, la signora nomura, suo padre clifford (ex pantera nera e ora poeta e intellettuale), e un rabbino nero di nome spencer throckmorton si presenta alle elezioni del consiglio comunale. paul beatty descrive con penna corrosiva i problemi di una grande metropoli come new york, passa al vaglio della sua analisi lucidissima i problemi sociali e razziali dei quartieri neri, getta uno sguardo disincantato, e purtroppo pessimista, sulla possibilità di un cambiamento. lo fa, però, con umorismo debordante, e una vena narrativa di gran classe. è un libro che richiede necessariamente due cose: una conoscenza della cultura africano-americana degli ultimi cinquanta anni (altrimenti si ride poco) e una buona dose di rimpianto: come ho già scritto, la traduzione, seppur buona, non può molto nel tentativo di rendere i ritmi sincopati dello slang di spanish harlem. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho attaccato, allora, "oggetto amoroso non identificato", terzo romanzo di &lt;a href="http://www.jonathanlethem.com"&gt;jonathan lethem&lt;/a&gt; (tropea). le prime pagine promettono assai bene, con l'esperimento dell'eminente fisico teorico, prof soft, impegnato a costruire una geometria della bolla che includa la simmetria sferica in un universo di farhi-guth. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi dirò, as always.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SFhSpUQ_0VI/AAAAAAAAAEs/xufJ45VkHx4/s1600-h/705730.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SFhSpUQ_0VI/AAAAAAAAAEs/xufJ45VkHx4/s200/705730.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213007438449463634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-7256423052912902076?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/7256423052912902076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=7256423052912902076' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7256423052912902076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7256423052912902076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/la-bolla.html' title='la bolla'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SFhSpUQ_0VI/AAAAAAAAAEs/xufJ45VkHx4/s72-c/705730.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-8829990651568755788</id><published>2008-06-16T11:18:00.004+02:00</published><updated>2008-06-16T12:45:20.048+02:00</updated><title type='text'>è morto esbjorn svensson</title><content type='html'>la tragica notizia è arrivata in redazione stamattina. il pianista svedese è deceduto sabato scorso mentre faceva un'immersione. per ora lo ricordiamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7N2d1HehGmc&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7N2d1HehGmc&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-8829990651568755788?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/8829990651568755788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=8829990651568755788' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8829990651568755788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8829990651568755788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/morto-esbjorn-svensson.html' title='è morto esbjorn svensson'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1754239950816682134</id><published>2008-06-16T01:51:00.002+02:00</published><updated>2008-06-16T01:57:04.582+02:00</updated><title type='text'>l'osso del ciclone</title><content type='html'>una delle tante buone ragioni per stare lontano dai luoghi comuni - quando si scrive, ma anche quando si parla - è che spesso si tende a fare confusione, col risultato di produrre effetti assai comici . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli sportivi, che spesso parlano solo per frasi fatte, ne fanno le spese (altra frase fatta). sentito stasera un calciatore della nazionale italiana dire: "siamo sotto l'occhio del ciclone". sotto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma la più bella l'ho sentita un po' di tempo fa su un'emittente locale umbra; l'intervistatore chiede all'allenatore un giudizio sulla prossima partita di campionato e, anticipandone la difficoltà, dice: "sarà senz'altro un brutto osso da pelare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;genio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1754239950816682134?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1754239950816682134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1754239950816682134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1754239950816682134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1754239950816682134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/losso-del-ciclone.html' title='l&apos;osso del ciclone'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-7399373821460673593</id><published>2008-06-14T23:10:00.005+02:00</published><updated>2008-06-15T02:52:53.544+02:00</updated><title type='text'>blog therapy (2)</title><content type='html'>mi piace che il post sulla blog therapy abbia sortito un paio di effetti interessanti. tre lunghi commenti, innanzitutto, che - anche metatestualmente (se mi passate l'orribile tecnicismo)- alludono alla scrittura. e che  provengano da amici/colleghi non fa che rendere ancor più interessante il sottotesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'altro aspetto è che internet non è così sconfinata e grande come sembra. in fondo, ci si trova con la stessa facilità con la quale ci si vede al caffè in piazza la domenica, compreso il vestito buono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e allora, per celebrare la magia della scrittura, un paio frammenti firmati giuseppe pontiggia, tratti dal suo "prima persona", mondadori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;&lt; sinonimi e gemelli - non ho mai creduto alla esistenza dei sinonimi, né alla uguaglianza dei gemelli. è apparente, anche nei monozigoti. ci sarà all'origine, ma noi li conosciamo dopo nove mesi e la convivenza ha già provveduto ad allontanarli.&lt;br /&gt;tra abitazione, casa, domicilio, dimora, appartamento, residenza ci sono differenze significative non solo di reddito, ma di educazione, di ambiente, di cultura. solo una mente rozza può pensare siano uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a proposito, se scrivendo chiedete a una persona di passaggio quale tra due parole preferisce e lei risponde "è lo stesso", cancellatela per l'eternità dall'albo dei lettori, nonché, a maggior ragione, degli scrittori. le manca una capacità essenziale, quella di percepire nelle parole non solo i suoni, ma gli ultrasuoni, come i cani da caccia che rispondono a richiami apparentemente silenziosi.  &gt;&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SFQ4eWKdUtI/AAAAAAAAAEk/r7PBvRq9amo/s1600-h/pontiggia_primapersona.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SFQ4eWKdUtI/AAAAAAAAAEk/r7PBvRq9amo/s200/pontiggia_primapersona.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211852762771182290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-7399373821460673593?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/7399373821460673593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=7399373821460673593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7399373821460673593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7399373821460673593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/blog-therapy-2.html' title='blog therapy (2)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SFQ4eWKdUtI/AAAAAAAAAEk/r7PBvRq9amo/s72-c/pontiggia_primapersona.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-5109051729208280958</id><published>2008-06-13T16:06:00.002+02:00</published><updated>2008-06-13T16:15:12.602+02:00</updated><title type='text'>tuff</title><content type='html'>procede a fatica - e non perché sia un brutto libro, tutt'altro - la lettura di "tuff e la sua banda". è ancora lì, sul comodino, con il segnalibro più o meno a metà. in verità, è un libro dannatamente buono: intrigante, comico, puntuto e saettante nella lettura dei tic della cultura newyorkese, e di quelli della cultura africanoamericana (verso i quali l'autore, africanoamericano, non è certo tenero). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;direte: e qual è il problema? il problema è che - nonostante abbia sputato sangue e fatto un buon lavoro, nei limiti del possibile - la traduttrice, stefania bertòla, non ha potuto rendere l'allucinata, ritmata, speziata, strascicata cadenza ritmica di un nero di harlem e della sua gente. quello che si perde, pur senza aver letto l'originale, fa come da sottofondo alle avventure esilaranti di tuff, yolanda, la signora nimura (una sessantenne che però, nel risvolto di copertina viene definita "una ragazza"), e gli altri delinquentelli della teppa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fa da sottofondo, certo, ma è sempre qualcosa che si è perso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-5109051729208280958?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/5109051729208280958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=5109051729208280958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5109051729208280958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5109051729208280958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/tuff.html' title='tuff'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-6570393432246680191</id><published>2008-06-13T15:34:00.002+02:00</published><updated>2008-06-13T15:41:03.693+02:00</updated><title type='text'>un critico criticabile</title><content type='html'>la notizia è sfiziosa: ramiro burr, conosciuto e stimato critico musicale del san antonio express-news ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato accusato di aver usato un ghost writer (tale douglas shannon) per almeno cento articoli: shannon scriveva, cioè, e burr firmava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutta la storia &lt;a href="http://www.mysanantonio.com/news/metro/stories/MYSA061108.ramiroburr.EN.2179da4d.html"&gt;qui.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-6570393432246680191?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/6570393432246680191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=6570393432246680191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6570393432246680191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6570393432246680191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/un-critico-criticabile.html' title='un critico criticabile'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-7284207624008066068</id><published>2008-06-12T13:24:00.003+02:00</published><updated>2008-06-12T13:29:12.740+02:00</updated><title type='text'>la forza del destino</title><content type='html'>è appena uscito in inghilterra un libro sulla storia d'italia (christopher duggan,the force of destiny, a history of Italy since 1796, 653pp. Allen Lane. £30). un a recensione la trovate &lt;a href="http://entertainment.timesonline.co.uk/tol/arts_and_entertainment/the_tls/article4065612.ece"&gt;qui&lt;/a&gt;, sul sito del times literary supplement. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è sempre interessante e istruttivo capire come ci vedono gli altri. anche leggerissimamente deprimente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-7284207624008066068?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/7284207624008066068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=7284207624008066068' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7284207624008066068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7284207624008066068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/la-forza-del-destino.html' title='la forza del destino'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-2436538271524538335</id><published>2008-06-12T00:13:00.002+02:00</published><updated>2008-06-12T00:16:37.151+02:00</updated><title type='text'>mineo</title><content type='html'>strage s.f.: 1. uccisione violenta di numerose persone insieme; 2. alta mortalità di persone o animali causata da epidemie, calamità naturali e sim.; 5. mucchio di cadaveri  (dizionario paravia, a cura di tullio de mauro).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-2436538271524538335?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/2436538271524538335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=2436538271524538335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2436538271524538335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2436538271524538335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/mineo.html' title='mineo'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1351024196845587871</id><published>2008-06-11T03:48:00.006+02:00</published><updated>2008-06-11T04:01:38.837+02:00</updated><title type='text'>blog-therapy</title><content type='html'>dice: beato te che leggi così tanto. beato? non direi. per leggere narrativa sottraggo tempo a tutto: al sonno, agli amici, agli affetti, alla micia. a volte – fin troppo spesso – anche al lavoro. ma ci sono periodi, come questo, in cui è come se si scatenasse una specie di bulimia di lettura: mi pare di sentire un morso allo stomaco, le farfalle negli occhi; se non leggo mi intristisco, mi affievolisco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di solito, leggo molto quando devo scrivere molto. sebbene la scrittura narrativa non abbia moltissimi punti di contatto con quella argomentativa (ovvero quella che pratico professionalmente: sono un critico musicale) è come se avessi bisogno di stimoli diversi: per tutto il giorno studio saggi articolati e ferrei, e alla sera il mio corpo richiede la brillantezza dello stile, l’invenzione lessicale, l’aggettivo spiazzante, la costruzione equilibrista, il periodo sorprendente, la punteggiatura ellittica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;capita, quindi, che quando non devo scrivere molto, o quando non sento – come diceva douglas adams, uno dei miei scrittori preferiti – il sibilo delle scadenze lambirmi, legga molto meno. capita anche che, in periodi come questi, nonostante tutto, l’esercizio della scrittura mi sia piuttosto faticoso; quindi leggo molto, scrivo poco, studio molto, e covo una strisciante e lugubre insoddisfazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il blog nasce proprio da una triplice esigenza. la prima è quella di fare un esercizio che raccomando da sempre ai miei studenti, ma che personalmente non faccio mai: scrivere tutti i giorni; e tutti i giorni significa tutti i giorni (michael connolly mi ha detto che addirittura si potrebbero scrivere cose senza senso). anche se non si ha nulla da dire o da scrivere, solo per attivare l’interfaccia delle mani sulla tastiera del pc e lo sguardo sul monitor. scrivere è un’attività maledettamente fisica, non così diversa dal suonare uno strumento musicale (dice: ma non parli mai di musica? certo che sì; tra un po’), o dal fare allenamento fisico. la continuità dell’esercizio, la perseverazione dello sforzo sono elementi decisivi: servono a diminuire la distanza tra noi e le nostre idee, o meglio: tra le nostre idee e la loro rappresentazione visiva, la loro messa in bella. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questa è la seconda esigenza, il secondo livello terapeutico. consiglio sempre ai miei studenti (oltre a insegnare storia della musica in un paio di università, ho tenuto e tengo, da anni, corsi di scrittura giornalistica applicata alla musica) di, da un lato, pensare velocemente, e altrettanto velocemente fissare su carta i pensieri veloci; dall’altro, di esercitare la parte sintetica, esatta, precisa del nostro cervello scrivente. Non conosco esercizi specifici, se non lo sfruttamento della tecnologia che usiamo tutti i giorni; gli sms, ad esempio, sono una risorsa eccellente: in centosessanta caratteri, obiettivamente pochi, seppur con qualche sforzo siamo in grado di concentrare una grande quantità di informazione, o di idee, o di emozioni. Chattare, invece, ci fa lavorare sulla velocità di elaborazione, sui tempi di reazione, sull’esplosività del pensiero. &lt;br /&gt;Scrivere un blog, allora, racchiude sia l’esigenza della velocità (non si può dedicare troppo tempo alla scrittura di un blog: bisogna lavorare…) che quella della sintesi: i post troppo lunghi, come tutti i testi lunghi sul monitor, si leggono con estrema difficoltà, e alla lunga annoiano. e poi rende misurabile la distanza tra quello che si pensa e quello che si riesce a scrivere. naturalmente, più è breve, meglio è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la terza esigenza è doppia; la prima facciata – il lato a – è nella possibilità di parlare e scrivere d’altro da quello di cui normalmente ci si occupa. scrivere di letteratura, ad esempio, o di attualità, o cinema, o politica. il lato b è la possibilità – altro esercizio che suggerisco sempre – di trascrivere interi passaggi che amiamo particolarmente. allo stesso modo dei musicisti, che  - come si dice in gergo – tirano giù nota per nota gli assoli celebri dei grandi del loro strumento, per chi scrive è di grande utilità trascrivere periodi, frasi, interi passaggi tratti da romanzi che ci piacciono: è un ottimo sistema per entrare più in profondità nel respiro della frase, nel ritmo della costruzione, per ricordare un aggettivo o una soluzione lessicale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;infine, il blog costringe a comunicare. è per questo che, alla fine, diventa un appuntamento irrinunciabile durante la giornata. ed è per questo che, a volte, mi chiedo se sono io a tenere il blog, o il blog a tenere me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1351024196845587871?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1351024196845587871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1351024196845587871' title='55 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1351024196845587871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1351024196845587871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/blog-therapy.html' title='blog-therapy'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>55</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-3095624786360484460</id><published>2008-06-08T20:18:00.004+02:00</published><updated>2008-06-08T20:29:58.104+02:00</updated><title type='text'>hogan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEwi1FcgYBI/AAAAAAAAAEU/hjB8HwTjs8k/s1600-h/principe+ladri.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEwi1FcgYBI/AAAAAAAAAEU/hjB8HwTjs8k/s200/principe+ladri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209577164350971922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;alla fine, il gialletto si è rivelato un bel noir non privo di tensione drammatica e approfondimento (di taglio hollywoodiano) dei personaggi. e, si apprende da internet, dal romanzo verrà tratto un film. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;apprendiamo anche, sempre da internet, che l'autore, chuck hogan, dopo aver scritto i primi due libri, tradotti più o meno in mezzo mondo, ha deciso di lasciare il suo impiego di commesso in un negozio di dvd. chissà perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;saltando da un genere all'altro - e dovendo riassortire il comodino - ieri sera ho attaccato "tuff e la sua banda", di &lt;a href="http://albc.com/authors/paulbeatty.htm"&gt;paul beatty&lt;/a&gt;, uno degli autori di punta della nouvelle vague letteraria africanoamericana. le prime trenta pagine sono eccellenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sul comodino, intanto, si sono impilati: "i nomi", di don delillo (einaudi); "oggetto amoroso non identificato", di jonathan lethem (tropea) e "vergogna", del nobel coetzee. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi dirò, as always.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEwkvPNCZOI/AAAAAAAAAEc/7OeOZ7JoHRM/s1600-h/tuff2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEwkvPNCZOI/AAAAAAAAAEc/7OeOZ7JoHRM/s200/tuff2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209579262914487522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-3095624786360484460?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/3095624786360484460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=3095624786360484460' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3095624786360484460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3095624786360484460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/hogan.html' title='hogan'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEwi1FcgYBI/AAAAAAAAAEU/hjB8HwTjs8k/s72-c/principe+ladri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-5104439649530557</id><published>2008-06-07T23:00:00.005+02:00</published><updated>2008-06-11T03:12:42.230+02:00</updated><title type='text'>giornali</title><content type='html'>uno sguardo veloce alla mazzetta dei quotidiani di oggi. certo, leggerli di sera tardi non ha senso granché, ma qualche riflessioncella viene comunque stimolata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'avrete capito, oggi è il grande giorno: iniziano gli europei di calcio, ovvero enormi indigestioni di pallone e di chiacchiere da bar, oltre all'inevitabile, fantozziano rutto libero davanti alla tv. i quotidiani italiani non si sono certo sottratti all'arduo compito di celebrare l'avvenimento. repubblica, nelle pagine sportive, dà ampio risalto alle cronache dai ritiri, e poi spara un'intera pagina su qual è il calciatore più attraente tra quelli impegnati in svizzera e austria (sì, i campionati europei si giocano in due stati diversi), con tanto di foto. avvincente. &lt;br /&gt;la stampa, invece, sembra fare le cose più sul serio: addirittura un inserto speciale, con tutte le formazioni, le tattiche, belle fotografie, servizi sulle città che ospitano le partire. e, naturalmente, una pagina sui calciatori più belli e attraenti. avvincente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma la vera notizia (che volete, ci si deve accontentare) è che non si sa a chi donadoni, il ct della nostra nazionale, affiderà la fascia di capitano. repubblica titola: "capitano, mio capitano mistero sciolto: buffon. toccava a del piero ma nessuna polemica". la stampa, invece, ribatte: "alex mio capitano. del piero preferito a buffon anche se parte dalla panchina". apperò. due tra i più prestigiosi quotidiani italiani danno due versioni completamente contrastanti della stessa notizia. una brutta pagina di giornalismo, è proprio il caso di dirlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le belle pagine, invece, hanno a che fare con report, la trasmissione di rai3 condotta da milena gabanelli, uno dei pochi esempi di seria inchiesta giornalistica. la notizia è che - dopo la puntata dedicata agi appalti edilizi nella capitale (&lt;a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1078257,00.html"&gt;qui&lt;/a&gt;  trovate una trascrizione della puntata, &lt;a href="http://streaming.rai.ita/raitre/report/inchiesta040508.wmv"&gt;qui&lt;/a&gt;, invece, il video completo) - l'ex assessore all'urbanistica del comune di roma, roberto morassut, ha annunciato ieri, nel corso di una conferenza stampa, di aver querelato report, accusandone, in una memoria di mille pagine, i presunti falsi. vedremo come va a finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ancora da repubblica la notizia che il nostro ministro della cultura, sandro bondi... (scusate, ehm, suonano alla porta, al frigorifero, lo scaldabagno si è messo a cantare... torno subito, solo un attimo).........................................&lt;br /&gt;dicevo, sandro bondi, il nostro ministro della cultura, ha chiesto all'alitalia di fare qualcosa per risolvere un suo problema: la paura di volare, che gli impedisce anche solo di pensare di mettere un piede su un aereo. questo, va da sé, vuol dire che ogni volta l'onorevole bondi ha parlato dei servizi e disservizi dell'alitalia, la compagnia di bandiera, lo ha fatto senza mai aver sperimentato di persona. naturale: pensate che un politico abbia mai provato a farsi un viaggetto sui treni pendolari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;taglio corto (anche per evitare la deriva qualunquistico-demagogica), e dunque tanti auguri agli amici e colleghi del manifesto che venerdì hanno inaugurato una nuova fase del giornale: cambio di formato, riorganizzazione grafica degli interni, un giornale quindi più leggibile e ordinato, mantenendo però inalterata la tensione ideale e politica. non ho però ancora capito se mi piace la foto a colori in prima pagina. ve lo dirò tra qualche giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-5104439649530557?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/5104439649530557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=5104439649530557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5104439649530557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5104439649530557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/giornali.html' title='giornali'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-654350122744712885</id><published>2008-06-07T13:22:00.008+02:00</published><updated>2008-06-08T20:32:02.834+02:00</updated><title type='text'>ladri gentiluomini e filosofi (o viceversa)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEpzBChzQmI/AAAAAAAAADo/0Afl0ZgDJ7s/s1600-h/gangasp.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEpzBChzQmI/AAAAAAAAADo/0Afl0ZgDJ7s/s320/gangasp.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209102380703105634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per ammazzare il sapore fortissimo del libro di chabon (è come prendere una grappa dopo il caffè) ho attaccato "&lt;a href="http://www.maestridelthriller.it/maestrithriller/catalogo.view?page=3"&gt;il principe dei ladri&lt;/a&gt;", un gialletto di &lt;a href="http://www.simonsays.com/content/destination.cfm?tab=6&amp;pid=484648"&gt;chuck hogan&lt;/a&gt;, edito da piemme. l'idea è accattivante: uno svaligiatore professionista di banche si innamora della direttrice di una filiale che ha appena rapinato. l'fbi è sulle sue tracce, e su quelle della sua banda. sono a metà, poi vi dico. (quando leggo i gialli adotto un metodo di lettura piuttosto rapido, ai limiti dello scorretto, o del poco etico. vabbè).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in tema di ladri, mi viene in mente un libro fantastico, letto anni fa: "la gang del pensiero", opera seconda di &lt;a href="http://www.contemporarywriters.com/authors/?p=auth35"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tibor fischer&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, genialoide scrittore inglese, autore di "sotto il culo della rana", mondadori, "il collezionista", sempre mondadori, e altro che non ho letto. non sapevo nulla di fischer, ma la frase riportata in copertina mi colpì come un cazzotto: avere in mano una pistola è come essere dalla parte giusta in un dialogo socratico (l'edizione è negli elefanti garzanti), e mai cazzotto fu più centrato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutto ruota attorno alle avventure di eddie coffin, filosofo e ricercatore a cambridge in fuga dalla madre patria, e hubert, uno spiantato rapinatore da strapazzo che il filosofo conosce in francia; e c'è anche talete, un topo in gabbia. coffin decide di mettersi in società con hubert e avviare una carriera strepitosa di rapinatore-filosofo. il libro è irresistibile. apro a caso e vi cito qualche passaggio (dico sul serio, a caso: anche perché non mi ricordo i passaggi migliori):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;la nostra tecnica per scegliere la banca che sarebbe stata il bersaglio della nostra prossima rapa-lampo consisteva nel guidare in giro finché non vedevamo una banca. hube ha insistito perché gli fornissi un'altra dose di filosofia in pillole prima del colpo, così dopo avergli dato qualche rapida istruzione abbiamo fatto un dialogo socratico.&lt;br /&gt;"allora, hubert, cosa proponi di fare?".&lt;br /&gt;"propongo che ci cerchiamo un laoro onesto".&lt;br /&gt;"e quale sarebbe, hubert, il motivo della tua proposta?".&lt;br /&gt;"guadagnare dei soldi".&lt;br /&gt;"e credi sia possibile che tu, un disgraziato senza istruzione e specializzazione e io, un disgraziato senza specializzazione ma con un'eccessiva scolarizzazione, potremmo davvero ottenere un lavoro che comporti un compenso ragionevole o, addirittura, anche irragionevole?". &lt;br /&gt;"ne dubito fortemente".&lt;br /&gt;"e non sarebbe dunque più vantaggioso entrare in questa banca così vicina e privarla del suo lucro? giacché non è forse vero che il denaro è un ausilio indispensabile per ottenere il bene supremo, ovvero una vita contemplativa?".&lt;br /&gt;"devo forse protestare di più?".&lt;br /&gt;"No, no, basta così. andiamo ad applicare la zetetica". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la cosa stava già diventando un po' di routine. stavolta non ci siamo messi neanche a fare la fila, abbiamo fatto irruzione dentro e hubert ha annunciato come stavano le  cose. uno dei clienti lo ha salutato. &lt;br /&gt;"hubert! sono anni che non ci si vede. cosa combini di bello? scusa, ti sto forse mettendo in imbarazzo?".&lt;br /&gt;si sono stretti la mano e hube si è messo a chiacchierare con lui mentre arraffava gli idlos che una cassiera giovane ed estremamente carina gli porgeva.&lt;br /&gt;una volta tornati in macchina abbiamo valutato la nostra performance. "un minuto e ventisette secondi per fare il colpo e venti secondi per raccontare dieci anni della mia vita", ha riflettuto hubert a voce alta. &lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spettacolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-654350122744712885?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/654350122744712885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=654350122744712885' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/654350122744712885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/654350122744712885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/ladri-gentiluomini-e-filosofi-o.html' title='ladri gentiluomini e filosofi (o viceversa)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEpzBChzQmI/AAAAAAAAADo/0Afl0ZgDJ7s/s72-c/gangasp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-2971688665586412070</id><published>2008-06-06T22:46:00.002+02:00</published><updated>2008-06-06T22:56:06.227+02:00</updated><title type='text'>chabonerie 2</title><content type='html'>un altro pezzetto di stile magistrale, da "i misteri di pittsburgh". sempre art e phlox in primo piano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"c'era qualcosa tra me e phlox - forse ero io stesso - che rendeva l'amore per lei uno sforzo perpetuo; phlox era una collezione di piccoli, appassionati dettagli che io mi sforzavo sempre di tenere a mente, in un certo ordine, ripetendo tra me in continuazione la lista phlox, perché se mi fossi dimenticato un solo particolare del suo sorriso o del suo modo di parlare, sarebbe andato in pezzi tutto quanto. forse, in fondo, non amavo phlox - semplicemente, la conoscevo a memoria."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chapeau.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-2971688665586412070?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/2971688665586412070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=2971688665586412070' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2971688665586412070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/2971688665586412070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/chabonerie-2.html' title='chabonerie 2'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-8389020504866775665</id><published>2008-06-06T22:36:00.003+02:00</published><updated>2008-06-06T22:42:31.061+02:00</updated><title type='text'>editor</title><content type='html'>difficile, il mestiere dell'editor. difficile stare appresso a tutte quelle parole, a quelle virgole che sembrano voler andare via ognuna da una porta diversa. e cosa sarà mai una virgola fuori posto? ve lo dico io: un disastro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella citazione da chabon nel post precedente (se non l'avete letta, fatelo: è deliziosa) ho corretto un errore dell'editor, al quale era sfuggita l'assenza di una piccola, stupida virgola; e quell'assenza ingarbugliava l'altrimenti cristallina precisione del periodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la frase pubblicata è questa: "qualcosa di troppo, dai suoi occhi troppo azzurri, con uno sguardo troppo diretto alle calze troppo rosse che indossava". capito? senza la virgola dopo 'diretto', è come se lo sguardo fosse troppo diretto alle calze rosse. non ha senso, all'interno della frase. la traduttrice l'ha dimenticata, la virgola, e l'editor non se n'è accorto. peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;credo che il compito più importante  - e difficile e faticoso -, il lavoro, insomma, di un editor sia quello di leggere. a ogni costo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-8389020504866775665?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/8389020504866775665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=8389020504866775665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8389020504866775665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8389020504866775665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/editor.html' title='editor'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-5494422191604952853</id><published>2008-06-06T22:13:00.002+02:00</published><updated>2008-06-06T22:31:11.720+02:00</updated><title type='text'>chabonerie</title><content type='html'>difficile definire il concetto di stile, quando si parla di scrittura. chabon ne ha da vendere. ascoltate mentre descrive il momento in cui art vede phlox, la ragazza di cui finirà per innamorarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"lei si raddrizzò e si voltò verso di noi. in mezzo a tutta quella confusione di capelli e sciarpe, aveva gli occhi più azzurri che avessi mai visto, e vedendomi le si allargarono. mi sentii nudo, con la mia maglietta sbracciata. lei aveva un viso allungato, la pelle morbida, la fronte ampia e liscia. era indubitabilmente bella, e tuttavia c'era qualcosa di strano, di sbagliato, nel suo aspetto, nel suo modo di vestire; qualcosa di troppo, dai suoi occhi troppo azzurri, con uno sguardo troppo diretto, alle calze troppo rosse che indossava. era come se avesse studiato da una grande distanza le norme americane di bellezza e fosse venuta fino a lì per poi scoprire di aver ecceduto nei particolari: una debuttante arrivata da un altro pianeta. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scrivere bene, per me, assomiglia molto a questa cosa qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-5494422191604952853?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/5494422191604952853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=5494422191604952853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5494422191604952853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5494422191604952853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/chabonerie.html' title='chabonerie'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1929814880098984528</id><published>2008-06-06T22:00:00.003+02:00</published><updated>2008-06-07T14:07:13.526+02:00</updated><title type='text'>la settimana chabon</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEmaUoaUrFI/AAAAAAAAADg/_E8N8krBdjQ/s1600-h/misteri+grande.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEmaUoaUrFI/AAAAAAAAADg/_E8N8krBdjQ/s320/misteri+grande.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208864123266575442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;avrebbe dovuto essere la settimana dedicata a &lt;a href="http://www.festivaletteratura.it/archivio/schedaautore.php?autid=447"&gt;michael chabon&lt;/a&gt;. da sempre ho in mente di leggere "le fantastiche avventure di kavalier e clay", ma prima di avvicinarmi alle sue ottocento pagine mi sono concesso la piccola deroga di attaccare "i misteri di pittsburgh", il suo primo romanzo, pubblicato alla fine degli anni ottanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;certo, per essere un esordio, è impressionante. chabon denuncia un controllo della scrittura e dell'espressione da fuoriclasse assoluto; la sua narrazione ha un respiro e un ritmo incantevoli (ben resi, peraltro, dalla bellissima traduzione di patrizia bonomi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;protagonisti del romanzo sono art bechstein, figlio di un potente boss della mafia ebraica di pittsburgh, e la sua ultima estate di spensieratezza prima che inizi la vita vera; art si è laureato in economia e trascorre tre mesi vivendo intensamente  la sua nuova amicizia con arthur, cleveland e phlox, tre personaggi vivacissimi attraverso cui scoprirà il vero senso dell'amore e della morte.  romanzo di formazione, "i misteri di pittsburgh" richiede tempo per essere assorbito a fondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco perché kavalier e clay, loro malgrado, dovranno ancora aspettare un poco. ma giusto un poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1929814880098984528?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1929814880098984528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1929814880098984528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1929814880098984528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1929814880098984528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/la-settimana-chabon.html' title='la settimana chabon'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEmaUoaUrFI/AAAAAAAAADg/_E8N8krBdjQ/s72-c/misteri+grande.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-5987545690740709546</id><published>2008-06-04T13:14:00.001+02:00</published><updated>2008-06-04T13:14:43.342+02:00</updated><title type='text'>barack</title><content type='html'>"Stanotte segna la fine di un viaggio storico e l'inizio di un altro: un cammino che porterà a un giorno nuovo e migliore per l'America. Stanotte, posso presentarmi di fronte a voi e dire che sarò il candidato dei democratici a presidente degli Stati Uniti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;buona fortuna, obama.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-5987545690740709546?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/5987545690740709546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=5987545690740709546' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5987545690740709546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5987545690740709546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/barack.html' title='barack'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-3040223992812807766</id><published>2008-06-04T01:05:00.004+02:00</published><updated>2008-06-04T01:19:35.480+02:00</updated><title type='text'>tragedi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEXRd09W_BI/AAAAAAAAADY/ork_bOo6Ft8/s1600-h/sicilian+tragedi+cover.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEXRd09W_BI/AAAAAAAAADY/ork_bOo6Ft8/s320/sicilian+tragedi+cover.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207798854486260754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;proprio così, con la i finale. così si intitola il pirotecnico secondo romanzo di ottavio cappellani, sicilian tragedi, che ho finito - e dunque tolto dal comodino - prima di una breve vacanza in sardegna. non avevo letto il precedente dello scrittore catanese (lo farò, naturalmente), e mi sono fidato di un buon consiglio. ora sono io che vi giro il consiglio e vi dico che trattasi di libro irresistibile, scritto con arguzia, sagacia, senso architettonico, gusto per la situazione umoristica (che è cosa ben diversa dalla battuta di per sé), attenzione ai dialoghi cinematografici (e, soprattutto, al montaggio cinematografico). bravo cappellani. ma proprio bravo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-3040223992812807766?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/3040223992812807766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=3040223992812807766' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3040223992812807766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3040223992812807766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/06/tragedi.html' title='tragedi'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SEXRd09W_BI/AAAAAAAAADY/ork_bOo6Ft8/s72-c/sicilian+tragedi+cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-6029680673184733848</id><published>2008-05-27T12:54:00.002+02:00</published><updated>2008-05-27T13:00:37.958+02:00</updated><title type='text'>rip</title><content type='html'>passata del tutto sotto silenzio (da noi) la morte di wilfrid mellers, geniale musicista e musicologo inglese (un coccodrillo sull'&lt;a href="http://independent.co.uk/news/obituaries/professor-wilfrid-mellers-musicologist-and-composer-830601.html"&gt;independent&lt;/a&gt; e uno sul &lt;a href="http://music.guardian.co.uk/obituaries/story/0,,2280886,00.html#article_continue"&gt;guardian&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;il suo "musica nel nuovo mondo". scritto nel '64, e pubblicato in italia da einaudi quasi un decennio dopo, ha aperto enormi riflessioni sul modo di fare critica. &lt;br /&gt;indimenticabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-6029680673184733848?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/6029680673184733848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=6029680673184733848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6029680673184733848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6029680673184733848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/rip.html' title='rip'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-7349791425237418136</id><published>2008-05-27T02:51:00.009+02:00</published><updated>2008-05-27T13:12:58.476+02:00</updated><title type='text'>è più facile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDtnXSOIABI/AAAAAAAAADA/22pE4EmvaFI/s1600-h/artwork_images_139637_137552_andy-warhol.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDtnXSOIABI/AAAAAAAAADA/22pE4EmvaFI/s200/artwork_images_139637_137552_andy-warhol.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204867444082475026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in verità, dovrei lavorare, ma mi scappa di raccontarvi un'altra storiella: se avete letto il post di domenica, quello sulle sculture di brancusi, saprete di cosa parlo. &lt;br /&gt;le sculture di brancusi, cioè, sbarcate sul suolo statunitense, furono considerate, dagli zelanti doganieri, non come opere d'arte, ma come oggetti qualsiasi, normali utensili. arnesi, insomma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;immaginate, allora, cosa dovette provare &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_Harvey_(artist)"&gt;james harvey&lt;/a&gt;, artista di un certo talento che si guadagnava da vivere facendo il grafico part-time, quando entrando alla stable gallery di new york (era l'aprile del '64), si trovò di fronte a riproduzioni serigrafate della sua opera, le scatole delle pagliette d'acciao Brillo. erano accatastate, come in un qualunque deposito, secondo la visione di andy warhol, che firmava quella come altre opere esposte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;warhol, all'epoca, aveva già fatto parlare di sé. celebre un'intervista televisiva  nella quale, all'intervistatrice che gli chiedeva ragione del perché avesse copiato    un oggetto comune, rispose: "perché è più facile". era più facile, dunque, raccogliere in un'esposizione una serie di scatole e marchi da supermercato, rielaborarle (le brillo box erano alte settanta centimetri), e trasformarle in opere d'arte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ora, non vi sarà sfuggito il sottile paradosso. i nostri amici doganieri, quarant'anni prima avevano negato lo statuto di opera d'arte a un oggetto che non imitava nulla, che non rappresentava nulla se non una nuova idea di raffigurazione astratta. quarant'anni dopo un oggetto realmente comune (o la sua imitazione), come una scatola di pagliette d'acciaio, viene esposto in un museo e considerato un'opera d'arte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cos'è, allora, che determina la trasformazione di un oggetto quotidiano in opera d'arte? perché, in altre parole, gli occhi di john harvey vedono una semplice brillo box e quelli dei visitatori della mostra, e di andy warhol, un'opera d'arte? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cercare una risposta a quelle domande è stato, tra gli altri, uno dei tanti visitatori della mostra alla stable gallery. e ancora le sta elaborando, visto che il ragionamento sulla brillo box lo ha portato a costruire una poderosa riflessione sulla filosofia dell'arte contemporanea. arthur coleman danto, uno dei maggiori filosofi del nostro tempo, ha scritto molto sull'argomento, partendo proprio dalla considerazione che due oggetti identici avessero statuto diverso. ne parla, ad esempio, nell'appena tradotto "l'abuso della bellezza", la cui prefazione potete leggere &lt;a href="http://www.postmediabooks.it/37danto/dantoprefazione.htm"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e james harvey? purtroppo morì l'anno dopo, per un tumore. lo scorso luglio la rivista print magazine gli ha dedicato un bell'&lt;a href="http://www.printmag.com/design_articles/shadowboxer/tabid/229/Default.aspx"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;articolo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. era un bravo artista, harvey. e lo voglio ricordare mostrandovi una suo quadro. &lt;br /&gt;le scatole le aveva lasciate agli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDtnkSOIACI/AAAAAAAAADI/FZjOUMmMdUI/s1600-h/122567.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDtnkSOIACI/AAAAAAAAADI/FZjOUMmMdUI/s200/122567.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204867667420774434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-7349791425237418136?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/7349791425237418136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=7349791425237418136' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7349791425237418136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7349791425237418136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/pi-facile.html' title='è più facile'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDtnXSOIABI/AAAAAAAAADA/22pE4EmvaFI/s72-c/artwork_images_139637_137552_andy-warhol.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1962507979394271126</id><published>2008-05-25T22:59:00.014+02:00</published><updated>2008-05-26T03:33:32.535+02:00</updated><title type='text'>cosiddetta moderna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnYRCOH_9I/AAAAAAAAACc/kgykxr3ZbpA/s1600-h/brancusi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnYRCOH_9I/AAAAAAAAACc/kgykxr3ZbpA/s200/brancusi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204428631568809938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un altro saggio che tengo sul comodino è “l’arte del ventesimo secolo”, einaudi, di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;denys riout&lt;/span&gt;. bellissima la premessa, nella quale l’autore racconta un fatto assai significativo. negli anni venti le leggi statunitensi prevedevano una tassa sull’importazione di prodotti manifatturieri, ma garantivano la libera circolazione delle opere d’arte. quando, il 21 ottobre 1926, sbarcarono al porto di new york una ventina di sculture realizzate dall’artista constantin brancusi i doganieri si trovarono ad affrontare l’imbarazzante dilemma: è arte o non è arte? Quegli oggetti, cioè, non avevano ai loro occhi le caratteristiche dell’opera d’arte. Quindi li tassarono come fossero un qualunque altro arnese da far entrare sul suolo americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le opere raggiunsero finalmente la brummer gallery e qui l’opera “l’uccello nello spazio” (che vedete in alto) fu acquistata dal celebre fotografo e collezionista edward steichen. Il problema, però, fu che lo stesso steichen, proprio per la tassa applicata dai doganieri di cui sopra, avrebbe dovuto pagare, oltre al prezzo dell’opera, i diritti di dogana. Per l’acquirente si trattava evidentemente di un’opera d’arte, e come tale avrebbe dovuto godere di libera circolazione. In breve, steichen – come si suol dire – adì le vie legali e, un anno dopo, tutti si ritrovarono in tribunale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cito dal libro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"la legislazione americana dava allora una definizione restrittiva delle opere di scultura: tagliate o modellate “a imitazione dei modelli naturali”, esse inoltre dovevano essere originali – vale a dire non prodotte in serie -, essere realizzate da un “artista professionista” e, in ultimo, essere prive di funzioni pratiche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;insomma, dopo un dibattimento a tratti esilarante (raccontato nel volume "brancusi contre etats-units. une procès historique" di adam biro) il verdetto diede ragione a steichen, e brancusi, con queste  parole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"noi riteniamo che la giurisprudenza più antica non avrebbe inscritto l’oggetto in questione nella categoria delle opere d’arte (…) nel frattempo, tuttavia, si è sviluppata una tendenza artistica cosiddetta moderna, i cui fautori mirano a rappresentare idee astratte più che a imitare oggetti naturali (…)".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;molto istruttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnV_yOH_8I/AAAAAAAAACU/9VcP6zR1Zjw/s1600-h/einaudi.AllegatoServlet.gif"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnV_yOH_8I/AAAAAAAAACU/9VcP6zR1Zjw/s200/einaudi.AllegatoServlet.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204426136192810946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1962507979394271126?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1962507979394271126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1962507979394271126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1962507979394271126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1962507979394271126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/cosiddetta-moderna.html' title='cosiddetta moderna'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnYRCOH_9I/AAAAAAAAACc/kgykxr3ZbpA/s72-c/brancusi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-654388082346492177</id><published>2008-05-25T22:30:00.005+02:00</published><updated>2008-05-25T22:37:14.505+02:00</updated><title type='text'>topo di biblioteca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnNYiOH_1I/AAAAAAAAABc/t5IF-jJS1l0/s1600-h/9788806192587p.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnNYiOH_1I/AAAAAAAAABc/t5IF-jJS1l0/s320/9788806192587p.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204416665789923154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo aver comprato "firmino", qualche settimana fa, a firenze, avevo iniziato a detestarmi. era stato un acquisto dettato dalla pubblicità (il giorno prima sulla prima pagina di repubblica un pezzo di citati sul topo mangialibri, che non avevo neanche letto), dal trambusto che si era creato attorno a questo libro. e io l'avevo comprato come un pollo di batteria, pronto per essere convinto a comprare qualsiasi altra cosa, dal detersivo al rifugio antiatomico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ieri notte, quando l'ho finito, mi sono odiato molto meno. perché il topo firmino merita di stare sui nostri comodini tutta la vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e infatti lo lascio lì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-654388082346492177?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/654388082346492177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=654388082346492177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/654388082346492177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/654388082346492177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/topo-di-biblioteca.html' title='topo di biblioteca'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDnNYiOH_1I/AAAAAAAAABc/t5IF-jJS1l0/s72-c/9788806192587p.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1342669600261203821</id><published>2008-05-24T15:35:00.000+02:00</published><updated>2008-05-24T15:36:32.180+02:00</updated><title type='text'>bianco</title><content type='html'>un tocco di bianco al blog, per rendere tutto più leggibile. fuori c'è luce. l'aria respira. anche le parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1342669600261203821?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1342669600261203821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1342669600261203821' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1342669600261203821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1342669600261203821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/bianco.html' title='bianco'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1891958614370800769</id><published>2008-05-24T02:37:00.004+02:00</published><updated>2008-05-25T00:31:30.671+02:00</updated><title type='text'>il barman nel tunnel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDiXJyOH_rI/AAAAAAAAAAM/3H2GubRdwzw/s1600-h/re225yf6X_20080425.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDiXJyOH_rI/AAAAAAAAAAM/3H2GubRdwzw/s320/re225yf6X_20080425.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204075563782241970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sul comodino, naturalmente, non tengo solo narrativa, ma anche saggi. quando leggo saggi, però, normalmente mi dico che non sto leggendo, ma studiando. tra la lettura e lo studio, appunto, sul comodino ho l'ennesimo geniale libro di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;maurizio ferraris&lt;/span&gt;, filosofo e ontologo di chiarissima fama (nonché blogger: uno è questo: babbonatale.spazioblog.it/). si intitola "il tunnel delle multe", einaudi, ed è una sorta di dizionario filosofico, estremamente profondo senza essere inavvicinabile, divertente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cito dalla voce &lt;span style="font-style:italic;"&gt;barman&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;aibes: cioè, associazione italiana barmen e sostenitori. cosa sia un barman lo si sa. ma chi possa essere un sostenitore di barman è meno evidente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;parole sante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1891958614370800769?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1891958614370800769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1891958614370800769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1891958614370800769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1891958614370800769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/il-barman-nel-tunnel.html' title='il barman nel tunnel'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDiXJyOH_rI/AAAAAAAAAAM/3H2GubRdwzw/s72-c/re225yf6X_20080425.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-6117296813548023621</id><published>2008-05-23T15:01:00.002+02:00</published><updated>2008-05-25T22:36:13.032+02:00</updated><title type='text'>morti bianche</title><content type='html'>l'italia è una repubblica sfondata sul lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-6117296813548023621?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/6117296813548023621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=6117296813548023621' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6117296813548023621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/6117296813548023621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/morti-bianche.html' title='morti bianche'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-3782360943650452697</id><published>2008-05-22T23:40:00.008+02:00</published><updated>2008-05-25T00:59:15.309+02:00</updated><title type='text'>comodino (2)</title><content type='html'>ho tirato via dal comodino anche "le porte dell'inferno", di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;silvio mignano&lt;/span&gt;, edito da fazi, ma non sono riuscito a finirlo: mi sono arenato a metà e, sebbene avesse qualche buono spunto, l'ho mollato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDidTyOH_xI/AAAAAAAAAA8/7XpHrEk4BPM/s1600-h/183.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDidTyOH_xI/AAAAAAAAAA8/7XpHrEk4BPM/s200/183.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204082332650700562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non ho mollato, invece, "&lt;a href="http://libri.rizzoli.rcslibri.it/sclibro.php?isbn=17010510"&gt;una piccola storia ignobile&lt;/a&gt;" di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;alessandro perissinotto&lt;/span&gt;, rizzoli. primo episodio che vede come protagonista la psicologa anna pavesi, alle prese con la sparizione di un cadavere. noir garbato, misurato nella scrittura ed efficace nella costruzione, secca ed essenziale. è la nouvelle vague del noir italiano: detective che nella vita fanno altro (come la prof dei polizieschi della oggiaro), stile asciutto (al contrario di quello ampolloso di patrick fogli), con uno sguardo addirittura bonario sulla realtà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;molto poco reale, ma di grande, enorme successo, è l'intricatissimo "w." di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;jennifer lee carrell&lt;/span&gt;, la risposta a base di inediti shakespeariani al codice da vinci. talmente intricato, però, che alla fine ho iniziato a perdere il filo, e l'interesse.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non pone questi problemi "le donne del club degli omicidi", quarto atto del club degli omicidi al femminile firmato da &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;james patterson&lt;/span&gt;. è, anzi, piuttosto prevedibile, ma non manca di un certo garbo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDidkiOH_yI/AAAAAAAAABE/OMk13Ub7blc/s1600-h/la-solitudine-dei-numeri-primi-1050853.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDidkiOH_yI/AAAAAAAAABE/OMk13Ub7blc/s200/la-solitudine-dei-numeri-primi-1050853.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204082620413509410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;infine, unico romanzo-romanzo che tolgo dal comodino è l'eccellente esordio del giovanissimo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;paolo giordano&lt;/span&gt;, "&lt;a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/mediabox/sfoglialibro/la-solitudine-dei-numeri-primi"&gt;la solitudine dei numeri primi&lt;/a&gt;", mondadori, un romanzo dolente e scuro, una storia di solitudini che si sfiorano, di esistenza mancate sempre sull'orlo dell'implosione. giordano ha una scrittura precisa, esatta, e trova (quasi) sempre la soluzione lessicale migliore. un grande esordio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ora sul comodino metto "sicilian tragedi", di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ottavio cappellani&lt;/span&gt;, mondadori; "il principe dei ladri", di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;chuck hogan&lt;/span&gt;, piemme; "firmino", di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sam savage&lt;/span&gt;, einaudi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi dirò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-3782360943650452697?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/3782360943650452697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=3782360943650452697' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3782360943650452697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/3782360943650452697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/comodino-2.html' title='comodino (2)'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDidTyOH_xI/AAAAAAAAAA8/7XpHrEk4BPM/s72-c/183.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-8537341676175115118</id><published>2008-05-22T00:53:00.005+02:00</published><updated>2008-05-27T13:08:09.877+02:00</updated><title type='text'>comodino</title><content type='html'>in attesa che tornino le parole, e che finiscano i giri di campo (pant pant), prendo in prestito parole altrui. non potendo fare il cambio di stagione - come fanno quelli che hanno un capo d'abbigliamento per ogni grado centigrado di temperatura, e relative combinazioni - io cambio il comodino: ovvero, lo svuoto dai libri che ho letto e ne impilo altri, che leggerò nelle prossime notti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDieUCOH_zI/AAAAAAAAABM/Yryyw2fPQ8o/s1600-h/7649-150x230.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDieUCOH_zI/AAAAAAAAABM/Yryyw2fPQ8o/s200/7649-150x230.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204083436457295666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;stasera ho tirato via i libri letti di recente (letti completamente, voglio dire; altri restano lì perché li percorro a bocconi, a morsi, a strattonate). gialli, essenzialmente, sebbene la definizione sia imprecisa e, tutto sommato, poco significante. bello "&lt;a href="http://piemme3.bluestudio.it/pm/pm_book_search/pmbook-g95145.view"&gt;l'ultima estate di innocenza&lt;/a&gt;", scritto da &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;patrick fogli&lt;/span&gt; per piemme. non avevo letto il suo primo romanzo, ma le recensioni (soprattutto una sul domenicale del sole24ore) erano di altissimo profilo. e il libro è bello: teso, articolatissimo, molto ben costruito. ha un meccanismo corale: personaggi apparentemente lontani che col passar delle pagine entrano in questa terribile fotografia, e nerissima. magari  ci torniamo, perché a non convincere è la scrittura di fogli. troppo lungo e ampolloso il testo: un buon lavoro di editing lo avrebbe ridotto di un quarto e reso il libro irresistibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;michael connelly&lt;/span&gt; l'ho anche intervistato, qualche tempo fa. intervistato è una parola grossa: mi sono limitato a mandare una lista di domande al suo ufficio stampa, e dopo qualche giorno ho ricevuto le risposte. connelly è uno bravo a fare il suo mestiere; e il suo mestiere è scrivere thriller senza cedimenti o allentamenti della tensione. "la ragazza di polvere" vede ancora una volta protagonista harry bosch, che rientra in servizio dopo tre anni di congedo e viene assegnato al reparto dei casi irrisolti. la mano di connelly mantiene  un buon ritmo, ma bosch sembra stanco, come il suo autore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-8537341676175115118?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/8537341676175115118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=8537341676175115118' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8537341676175115118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/8537341676175115118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/comodino.html' title='comodino'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iK1RRMleygs/SDieUCOH_zI/AAAAAAAAABM/Yryyw2fPQ8o/s72-c/7649-150x230.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-4181679771460766373</id><published>2008-05-20T20:49:00.001+02:00</published><updated>2008-05-20T20:51:18.025+02:00</updated><title type='text'>sembra facile</title><content type='html'>ma non lo è. manca come una sorta di allenamento allo scrivere quotidiano, come se bisognasse prima fare trenta giri di campo e poi iniziare a calciare il pallone. proprio io che a pallone non ho mai giocato. &lt;br /&gt;questi, però, sono i miei giri di campo. rompo il fiato. &lt;br /&gt;mi alleno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-4181679771460766373?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/4181679771460766373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=4181679771460766373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/4181679771460766373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/4181679771460766373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/sembra-facile.html' title='sembra facile'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-7945995351856196646</id><published>2008-05-19T23:30:00.002+02:00</published><updated>2008-05-19T23:33:04.446+02:00</updated><title type='text'>si riparte</title><content type='html'>dopo appena un anno torno a scrivere sul blog. stapperò, per l'occasione, una bottiglia di minerale, quella buona. &lt;br /&gt;c'è bisogno di parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-7945995351856196646?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/7945995351856196646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=7945995351856196646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7945995351856196646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/7945995351856196646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2008/05/si-riparte.html' title='si riparte'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1239883696314920535</id><published>2007-05-07T16:20:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T16:27:38.630+02:00</updated><title type='text'>lost in translation</title><content type='html'>ancora un saggetto, scritto tempo fa per la rivista di letteratura Az, diretta da nanni balestrini (e poi ripubblicato su jazzit, tempo dopo, e con qualche aggiornamento). questa è la versione primitiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per iniziare, insomma, cose che ho già scritto. verranno anche le cose ancora da scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Martorella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CHET, IL BAR E LA CORDA TONICA &lt;br /&gt;Manualetto semiserio di traduzione e revisione jazzistica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A Franco Lucentini&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;br /&gt;Da qualche tempo l’editoria italiana va mostrando un interesse sempre più alto per il jazz. Al moltiplicarsi dei libri scritti da esperti italiani corrisponde – ed è buonissimo segno, in tempi sbadati e fuggitivi per le sorti culturali del paese – la sempre più frequente traduzione di volumi stranieri, perlopiù americani, anche da parte di editori non strettamente specializzati. &lt;br /&gt;L’ampliamento della scelta, però, mette in luce un problema serio, probabilmente annoso, certamente uggioso e deprimente: la qualità delle traduzioni. Come affetti da un virus destabilizzante, traduttori e revisori inanellano – soprattutto, va detto a parziale discolpa, quando si affronta il gergo, l’idioletto tecnico – una serie di scivoloni paradossali, di sviste parossistiche che rendono interi periodi assolutamente incomprensibili sia per il lettore esperto e navigato che per quello a digiuno di nozioni teoriche. &lt;br /&gt;Quanto segue vuole essere un modesto e semiserio contributo all’inquadramento lessicale e semantico di alcuni termini sui quali più facilmente i traduttori, come utilitarie sul ghiaccio, slittano e derapano pericolosamente. Un manualetto, insomma, ad uso di lettori infelici e confusi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;In un volume tradotto di recente si racconta un’esibizione del trombettista Chet Baker. Con dovizia di particolari l’autore proietta il lettore nell’atmosfera fumosa di un jazz club: sembra di essere lì, a respirare l’aria stagnante, sommersi dal tintinnio dei bicchieri e dal vociare disordinato del pubblico. (In questo caso, più che quelli di una cattiva traduzione, agiscono gli effetti nefasti di stereotipate figure del discorso jazzistico, delle quali l’autore, si direbbe, è un accanito collezionista; ma andiamo avanti). Chet Baker è sul palco; il viso assorto, sembra assente. Ascolta distrattamente l’assolo del pianista: i chorus si sfilacciano. Ora tocca a lui. Sta per imboccare lo strumento quando accade una cosa assai insolita. Prima di improvvisare Baker deve fare il giro di quattro, otto o sedici bar. &lt;br /&gt;L’affermazione è quantomeno insolita. Bizzarra, addirittura. Insensata, a pensarci. Talmente strana e improbabile e grottesca da dover necessariamente insospettire. Ma nessuno si è insospettito: non il traduttore, né il revisore. Eppure, basterebbe riflettere. &lt;br /&gt;Riflettiamo. &lt;br /&gt;Provate a immaginare la surreale situazione: nel bel mezzo di un concerto il musicista molla tutto, scende dal palco (mentre i suoi compagni, continuando a suonare, lo guardano allucinati, preoccupati, rassegnati: dipende), indossa la giacca ed esce dal locale; salta sulla macchina; deve bere (gli eccessi di Chet Baker con alcolici e sostanze stupefacenti sono drammaticamente noti), ma non si accontenta né del primo bar che incontra (giacché avrebbe potuto tracannare del whisky nello stesso jazz club), né di un solo bar; come in preda ad uno strano rituale etilico, Chet deve visitarne almeno quattro (e perché, se non quattro, otto o sedici? Quale cabala si cela dietro tale enigmatica scelta?); considerando la topografia di una qualsiasi città del mondo, l’operazione potrebbe portargli via – calcolando dieci minuti per ciascun bar, tra parcheggio, ordinazione, consumo e pagamento, e dunque senza considerare la chiacchiera col barista, l’assalto del fan, l’autografo da firmare (all’epoca il trombettista era famoso assai) – quaranta minuti nel migliore dei casi, due ore e quaranta nel peggiore; il che vuol dire, tradotto in soldoni, che ogni esibizione del quartetto di Chet Baker, all’epoca, avrebbe potuto durare (considerando una scaletta di appena dieci brani, ma soprattutto la consuetudine jazzistica per la quale un solista suona un assolo in ogni pezzo) dalle nove alle trentasei ore. &lt;br /&gt;Molto prima degli esperimenti lisergici californiani – durante i quali i Grateful Dead suonavano per ore – Chet aveva inventato l’idea del raduno rock. &lt;br /&gt;Formidabile, come scoperta. &lt;br /&gt;Improbabile, come traduzione.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;È facile smascherare l’inghippo che ha portato alla beckettiana traduzione di cui sopra. Il termine bar, in inglese, ha molti significati: sbarra, striscia, impedimento, locale in cui si servono bevande. Ma quando l’argomento è musicale - e il contesto non solo lo suggerisce: lo grida disperatamente – bar vuol dire: battuta, ovvero, citando la definizione della Garzantina della Musica: «misura con cui vengono successivamente suddivisi i valori di durata (note e pause) nella pratica e nella notazione musicale corrente». In parole più agili: ogni periodo musicale copre dei cicli che, molto spesso, e nel jazz assai frequentemente, sono di quattro, otto o sedici misure. Nella tipica song-form americana, ad esempio, un chorus (altro termine perfido: ci torneremo), cioè l’unità di misura strofica di un brano, solitamente assume una forma AABA (due distinti temi – dove per tema si intende l’insieme di melodia e testo -, A e B, quattro sezioni strofiche, ciascuna delle quali dura otto misure), o ABAC (in questo caso tre temi), o varie ed eventuali permutazioni.&lt;br /&gt;Svelato l’arcano, però, l’amaro in bocca è persistente come l’emicrania post-sbronza che Chet Baker di sicuro avrebbe dovuto accusare dopo aver sbevazzato – nel peggiore dei casi – centosessanta cicchetti in una sola serata. Perché, fortunatamente, nel resto del libro bar è tradotto correttamente (altrimenti una buona biografia si sarebbe trasformata in un classico dell’umorismo di ogni tempo). E allora? Cos’è successo? Semplice: una svista; una banale svista. Ma è una svista che provoca una voragine: la sua stessa sopravvivenza dimostra che n persone (traduttore, revisore, uno o più correttori di bozze) di fronte a una frase in italiano palesemente senza senso «hanno tirato via», «se ne sono fregati».&lt;br /&gt;Da ciò discende un primo, decisivo principio di traduzione jazzistica (e non): Una frase senza senso è, e resta, una frase senza senso. E, come tale, deve essere emendata, restituita ad un senso compiuto. Tradurre dall’inglese un passaggio che non si comprende in una frase italiana incomprensibile e senza senso non significa tradurre. Anzi. Tradurre, in primo luogo, dovrebbe significare: esercitare buonsenso.&lt;br /&gt;L’alibi che più frequentemente viene esibito, in casi simili, è che la terminologia tecnica è scivolosa, insidiosa, a volte di difficile interpretazione. È vero: in questi casi, però, si chiede aiuto ad un esperto, si cerca di capire, si raggranellano spiegazioni a conforto. Ma non si «tira via». Direte: tutto questo baccano per una svista? Certo, e anche per molto meno. Il problema è che le sviste, normalmente, si contano sulle zampe di un millepiedi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;Le virgolette usate in precedenza rimandano – così come tutte le successive citazioni di questo paragrafo – a un paio di scritti, sulla traduzione e sul mestiere di revisore, di Fruttero&amp;Lucentini, da poco raccolti nell’antologia I ferri del mestiere. Manuale involontario di scrittura con esercizi svolti, pubblicata da Einaudi lo scorso anno. I due, si sa, tradussero e revisionarono in gran copia; Lucentini, addirittura, si improvvisò docente di traduzione per gli allibiti lettori di “Urania”, per i quali organizzò, nella rubrica della posta, un torneo di traduzione. In tre lezioni magistrali, poi, commentò le prove degli aspiranti traduttori, fornendo principi e corollari, norme e regolette in perfetto stile lucentiniano (ovvero: pertinenza, precisione, perfidia). In coppia, invece, firmarono un paio di saggetti sul ruolo del revisore che testimoniano la lucidissima attenzione, la spasmodica adesione al testo, il rispetto, in una parola, del lettore. &lt;br /&gt;Lucentini sentiva la frase come pochi altri; la coccolava, la vezzeggiava, ne assecondava ogni minima sfumatura lessicale, sia che vestisse i panni dello scrittore che quelli del traduttore. Oltre a mettere in guardia dalle evitabili «”finezze” d’un certo ben noto linguaggio traduttorio, per cui mai nessuno salta, ma tutti “sobbalzano”, nessuno beve mai un caffè, ma tutti lo “sorbiscono”, nessuno va, ma tutti “si recano”», il professor Lucentini dettava regole. Di traduzione? No, di buonsenso. &lt;br /&gt;La Norma A è un piccolo capolavoro: «La buona traduzione è sempre indiretta. Il buon traduttore, cioè, non passa mai direttamente dalle parole di una lingua a quelle di un’altra, ma dalle prime risale al fatto, e dal fatto ridiscende alle seconde». Parole sante. &lt;br /&gt;Criterio ineludibile soprattutto quando, come nel nostro caso, si ha a che fare con un ingorgo di gerghi: quello tecnico-musicologico, quello conversazionale dei musicisti di jazz (un universo densissimo di implicazioni socio-culturali), quello idiomatico dello slang.&lt;br /&gt;Se solo il traduttore avesse applicato quella norma alla frase: “Ho sempre considerato Stan il primo responsabile della sua trasformazione da vipera a drogato”, avrebbe compreso che il termine americano viper, in quel contesto, non può significare semplicemente “vipera”, e avrebbe cercato – su un dizionario idiomatico – significati alternativi, perché, così com’è, quella frase non significa nulla. Avrebbe scoperto, ad esempio, che viper può indicare uno spacciatore. Un passo avanti, non c’è che dire, però, a rigor di logica, uno spacciatore che non si droga è come un prete che non va a messa. Infine, avrebbe individuato, attraverso una semplice ricerca su Internet, il giusto significato: fumatore di marijuana. Bingo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;Ingorgo di gerghi. Nella traduzione jazzistica, il problema, sovente, è l’ingolfamento semantico, l’incrocio lessicale, la sovrapposizione di più strati linguistici che si riferiscono alla stessa materia – il jazz, la musica, l’espressione – attraverso prismi fonetici diversissimi. &lt;br /&gt;Volendo chirurgicamente dividere, resecare, il gergo tecnico-musicologico (quello, cioè, che attiene alla descrizione formale, funzionale, organologica, strutturale) offre, a rigor di logica, il minor numero di resistenze. Come per ogni idioletto, a un certo lessema corrisponde una e una sola definizione. Ciononostante, incorrere in svarioni colossali è piuttosto facile, almeno a giudicare dal tenore medio delle traduzioni. Il perché è facilmente individuabile: alcuni termini si presentano sotto le spoglie di false friends, e quando, invece, si è compreso che, più che falsi amici, sono vere e proprie carogne, il danno irreparabile è già bell’e stampato su carta. &lt;br /&gt;Il termine chord, ad esempio, non dovrebbe costituire problema. Significa “accordo”: un grappolo di tre o più note suonate simultaneamente. Non si può sbagliare. Non si dovrebbe, almeno: eppure qualcuno ha tradotto tonic chord – l’accordo di tonica, quello che determina la tonalità in cui si sta suonando – con “la corda tonica”. Aldilà dell’abbaglio, è la mancanza di buonsenso a stupire: cosa significa, in italiano, la corda tonica? &lt;br /&gt;Restando in tema di armonia, il termine changes può ingannare. Perché non si tratta, in verità, di puri e semplici cambi di accordo, ma della progressione armonica di un brano, della serie di accordi che definiscono l’ambito armonico di un tema. &lt;br /&gt;Anche chorus è termine infido, poiché polisemico. Significa, infatti, coro, ma può riferirsi anche, come abbiamo visto in precedenza, a un’unità strutturale e formale all’interno di una composizione. A guidare la mano del traduttore, allora, dovrebbe essere il contesto, o magari un pizzico di attenzione in più: non sempre succede, purtroppo, e così ci si imbatte in cori di trentadue battute (chi, le cantanti? sono state picchiate?), o in Charlie Parker che suona un coro (pessimo esempio di scarsa attenzione in una pagina di Cortàzar). Direte: come si traduce, allora? Semplice, si lascia così com’è. E non si tratta di un caso isolato. La terminologia jazzistica è piena di lemmi intraducibili: chi oserebbe tradurre swing, groove o funky? Nessuno, per fortuna. &lt;br /&gt;Altri svarioni sono causati da una scarsa conoscenza degli elementi sistematici e funzionali di un’esecuzione jazz. Un esempio: «spesso si scambiavano quarti e ottave», detto di musicisti che stanno improvvisando nel corso di un’esibizione. Il problema, ancora una volta, è che la traduzione non vuol dir nulla: tutt’al più segnala un pastrocchio di terminologia tecnica (“quarti” si riferisce alla durata delle note, “ottave” all’altezza). Certo, l’americano fours and eights non aiuta, ma aver visto almeno un concerto di jazz nella propria vita, sì. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’esecuzione di un brano jazz segue un meccanismo ormai standardizzato: si espone il tema (che può durare n battute, uno o due chorus); poi, a turno, i solisti improvvisano (ovvero, sostituiscono alla melodia del tema altre melodie create estemporaneamente) per un certo numero di chorus. A volte, però, i musicisti scelgono di improvvisare per unità di misura più piccole. Prendiamo, ad esempio, un brano che si sviluppa su un chorus di trentadue battute. Esposto il tema, il trombettista improvvisa per, poniamo, tre chorus (tre cicli di trentadue misure), poi passa il testimone al sassofonista, che va avanti per altri tre chorus. Infine, può succedere che trombettista e sassofonista decidano di improvvisare un paio di chorus dividendoseli a fettine: quattro, o otto (fours or eights) misure a testa all’interno delle trentadue del chorus. &lt;br /&gt;Infine – ma il discorso sarebbe ancora lungo –, ballad. Una inestirpabile e cocciuta tentazione porta alcuni traduttori a renderlo con “ballata”. Ma è impreciso. Una ballad è una romantica canzone popolare, a tempo lento, di norma basata su un chorus di trentadue misure. Anche in questo caso meglio non tradurre.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6.&lt;br /&gt;Molto più complesso, invece, il gergo conversazionale dei musicisti di jazz, situato com’è all’interno di coordinate semantiche affatto particolari. I jazzisti, soprattutto quelli neroamericani, tendono a esprimersi attraverso un linguaggio fortemente stratificato, che articola diversi livelli di slang per attingere a una raffinatissima elaborazione concettuale del significare (su) qualcosa. &lt;br /&gt;Il procedimento è complesso e il buon traduttore di fatti e cose jazzistiche molto si gioverebbe della lettura di testi che esplorano in profondità l’acuto e sofisticatissimo meccanismo di tali ingranaggi semantici (Henry Louis Gates Jr, The Signifying Monkey, New York, Oxford University Press, 1988; Samuel Floyd Jr, The Power of Black Music, New York, Oxford University Press, 1995; Ingrid Monson, Saying Something. Jazz Improvisation and Interaction, Chicago, University of Chicago Press, 1996).&lt;br /&gt;Il titolo del lavoro della Monson è già un buon esempio di massima conversazionale. I jazzisti, difatti, inseriscono l’esperienza dell’improvvisazione, e dell’espressione musicale in genere, in un ambito linguistico, e soprattutto dialogico. Saying something designa, allora, l’abilità del musicista di aggiungere un senso, di creare un plusvalore comunicativo all’interno del brano eseguito. Ma, soprattutto, “dire qualcosa” non determina l’argomentazione di un giudizio, quanto la sua possibilità ontologica, la sua stessa esistenza. Non si “dice” più o meno bene: o si “dice” o non si “dice”. Strettamente connesso a questo sistema è il fiorire di metafore che alludono all’atto stesso del conversare, dello scambiarsi idee e concetti. Da cui la necessità di non interpretare mai alla lettera, quanto di adeguare (Norma A del professor Lucentini) il pensiero al contesto: dalle parole al fatto, dal fatto alle parole.&lt;br /&gt;Cadere in tranelli, peraltro, è assai facile. Tutta la terminologia che scaturisce dall’utilizzo stratificato di uno o più slang presenta serissime difficoltà di traduzione. E la gaffe è sempre in agguato. Il verbo to blow è forse l’esempio più interessante. Vuol dire soffiare, certo (e questo i traduttori lo sanno), ma in ambito jazzistico denota una particolare qualità dell’esecuzione. To blow, infatti, vuol dire “suonare benissimo”, “dare il massimo”, “suonare al meglio” e si usa (ma a questo certi traduttori talvolta non prestano attenzione) non soltanto per gli strumenti a fiato. Anche un pianista può to blow his head off. Per non parlare dei batteristi, il cui dimenarsi arruffato è spesso descritto con la frase idiomatica to play the ass off. &lt;br /&gt;Allo stesso modo, una serie di forme verbali allude all’atto del suonare al meglio delle proprie possibilità, o dell’essere in una serata di particolare ispirazione come burnin’ o smokin’. Entrambe originano in un particolare gergo jazzistico, il jive, che il celeberrimo Cab Calloway popolarizzò negli anni Venti. Si tratta di un elaborato glossario, per il quale skins indica la batteria (come tubs), to be in the pocket si riferisce al trovarsi in una situazione musicale particolarmente stimolante (e to be in own bag vuol dire suonare la musica migliore per la propria cifra stilistica).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. &lt;br /&gt;Insomma, «addio al perfezionismo, addio al cesello e alla lima, addio alla speranza (all’ambizione) di una trasposizione minuziosa e impeccabile», come scrivevano Fruttero&amp;Lucentini nel 1981? Ci si dovrà, almeno nell’ambito jazzistico, accontentare di «una omogeneità di grado infimo», di una «leggibilità appena fuori dal pelo del magma»? Probabilmente no. Basta esercitare buonsenso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1239883696314920535?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1239883696314920535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1239883696314920535' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1239883696314920535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1239883696314920535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2007/05/lost-in-translation.html' title='lost in translation'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-5556268334536965151</id><published>2007-05-05T22:49:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T16:28:25.295+02:00</updated><title type='text'>norah e le altre</title><content type='html'>tempo fa scrissi un saggetto su norah jones, all'epoca del suo secondo album. è stato pubblicato nel volume "Norah Jones", di simona frasca, edito da arcana. un modo come un altro per iniziare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NORAH E LE ALTRE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Vincenzo Martorella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella prima (e ultima, ahinoi) puntata di “Raiot”, Sabina Guzzanti ha proposto una irresistibile imitazione del presidente della Rai, Lucia Annunziata, in cui tutto il discorso si articolava attorno a un punto, centrale e sintomatico: quali sono i “baleddi” (i paletti) che la satira non può oltrepassare? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso dei paletti, in verità, oltre che nella satira diventa essenziale se solo si prova ad analizzare il fenomeno Norah Jones al di là (appunto) degli schieramenti precostituiti, degli steccati ideologici (dei quali, spesso, la critica jazzistica è vittima). Dei baleddi, in una parola. Il successo universale della giovanissima cantante – diciotto milioni di copie per il primo album, mentre il secondo viaggia a velocità supersoniche (mezzo milione di copie vendute a settimana) – apre, o meglio: dovrebbe aprire, una riflessione, un dibattito (come si faceva nelle vecchie sezioni di partito, o dopo la proiezione al cineforum). Il problema, però, è che di discutere e dibattere nessuno ha voglia: molto più semplice schierarsi dietro questo o quel baleddo; barricarsi in casa e staccare il telefono; limitarsi a poche, e calibrate, parole di circostanza; schierarsi ferocemente; ignorare il problema.&lt;br /&gt;Già, direte: perché non se ne discute? E, soprattutto: dov’è il problema? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, una domanda che bisognerebbe porsi (così da far contenti gli specialisti di baleddi e steccati) è: Norah Jones è una cantante di jazz? Se questo fosse un romanzo giallo – per dirla alla Lucarelli – bisognerebbe, per risalire all’identità dell’assassino, raccogliere prove e indizi, avviare brillanti deduzioni e inferenze, controllare moventi. Ma siccome è questa è la realtà, basta molto meno. Eppure. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure è giusto iniziare a farsi qualche domanda in più, almeno avviare un ragionamento, inaugurare una speculazione. E dunque: come si fa a determinare la “jazzità” di Norah Jones? Il problema è centrale, perché ha a che fare con i baleddi. E perché si scontra con un perverso sistema di attribuzione categoriale che nel jazz, da sempre, è molto diffuso. Cos’è che determina la jazzità di una cantante? La prima risposta sarebbe (inevitabilmente): il quoziente di improvvisazione. Criterio sacrosanto, ma rischiosissimo. Intanto, perché stiamo discutendo di un genere in via di estinzione (le cantanti “jazz-jazz” si contano sui congiuntivi azzeccati da Di Pietro, e i nomi sono sempre gli stessi, da anni), che difficilmente riesce a rinnovarsi e/o ad esprimere nuovi, persuasivi talenti. In secondo luogo, Lady Day, la più grande di tutte, non improvvisava (non nel senso più puro, e consueto, del termine), e non è un caso (o forse sì) che la Jones sia stata ribattezzata, da qualche buontempone in vena di scherzi, la nuova Billie Holiday. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il repertorio? Anche questo è un criterio scivoloso. Due i casi. Il primo. Se fosse sufficiente presentare una manciata di vecchi standards o di sempreverdi classici, in arrangiamenti più o meno pertinenti, allora anche le voci pop imprestate al jazz (o meglio: che imprestano se stesse – senza una precisa richiesta – a un certo repertorio) diventerebbero (di diritto?) jazz a tutti gli effetti. Già, rischioso, davvero. Prendete l’ultimo disco di Laura Fygi (improbabile come una frittata senza uova), o un paio di vecchi cd di Carly Simon (peraltro bellissimi, con la produzione di Mike Mainieri – chi, quel vibrafonista che fa la &lt;em&gt;fusion&lt;/em&gt;?), o, addirittura, Sheena Easton, o, per scomodare &lt;em&gt;la &lt;/em&gt;voce, lo stesso Frank Sinatra. &lt;br /&gt;Il secondo: in presenza di brani originali (come nel caso della Jones, che pure rilegge Tom Waits e Duke Ellington), il criterio della “jazzità” dovrebbe essere rintracciato: in un certo tipo di scrittura; in certo tipo di elaborazione timbrica; nell’uso – dunque – di certi strumenti (la cui sonorità sia compatibile: che so, &lt;em&gt;My Funny Valentine&lt;/em&gt; eseguita da un’orchestra di cornamuse e un cantato alla brunetta dei Ricchi e Poveri, jazz non è, e mai lo sarebbe); in una particolare (codificata, stratificata, accettabile) dimensione armonica (quale, però? perché, in mancanza di regole certe, anche lo stesso Tom Waits, o gli Steely Dan o Björk o Joni Mitchell suonano più jazzy di molti &lt;em&gt;progetti &lt;/em&gt;che musicisti dal pedigree altisonante ci propinano da anni); in una certa &lt;em&gt;pronuncia &lt;/em&gt;(che abbia swing, propulsione sonora, fluidità, e che si faccia beffe del tempo metrico). I testi, almeno, non concorrono a determinare il tasso di “jazzità”: si può parlare di tutto e niente. Da questo punto di vista, la “canzone jazz” semplicemente non esiste, se si riesce a non confonderla con la popular song americana &lt;em&gt;tout court&lt;/em&gt;.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passaggio successivo, dunque, ci porta a raffinare il concetto: la differenza tra una cantante “jazz-jazz” e una voce pop imprestata al jazz sta (starebbe) nell’&lt;em&gt;interpretazione&lt;/em&gt;. Lo snodo è interessante, e significativo, perché potrebbe istituire un baleddo sicuro, preciso, insindacabile. Epperò, i problemi aumentano, piuttosto che diminuire. Perché non è sufficiente mettere più o meno cuore (e altri organi interni) nell’esecuzione di un brano, nella sua lettura infra- e inter- testuale, nella ricerca di un plusvalore semantico, di un accumulo emotivo. L’interpretazione è un indicatore, semioticamente esatto, di appartenenza a un genere, a un microcosmo espressivo. Si interpreta per quello che si è, non per quel che si &lt;em&gt;vorrebbe &lt;/em&gt;essere. Una filastrocca, tra le corde vocali di Ella Fitzgerald, diventa un piccolo classico del jazz (pensate a &lt;em&gt;A Tisket, A Tasket&lt;/em&gt;); difficile sperare nella realizzazione del medesimo miracolo affidando &lt;em&gt;Fra Martino&lt;/em&gt; anche al più volenteroso dei cantanti pop. La voce &lt;em&gt;interpretante &lt;/em&gt;comunica se stessa, la sua grana e il suo statuto: la sua evidenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Il nostro breve giro d’orizzonte sulla questione dei baleddi non ha risolto dubbi (o forse sì?), né indicato soluzioni. Ma – proprio come avviene nei gialli di più raffinata fattura – l’indizio più importante, quello risolutivo è sempre stato sotto gli occhi dell’investigatore. Il percorso deduttivo ha preso &lt;em&gt;una &lt;/em&gt;direzione, non l’&lt;em&gt;unica&lt;/em&gt;. Basterebbe ribaltare il tragitto, invertire polarità e destinazioni per affrontare il caso da un’ottica affatto diversa. Perché, in definitiva, la soluzione del problema “Norah Jones = cantante di jazz” non spiega – neanche alla luce dell’analisi più dettagliata – la capacità di penetrazione universale, transgenerazionale, della cantante texana. La sua vocalità estremamente raffinata, &lt;em&gt;diversa &lt;/em&gt;ma non &lt;em&gt;estranea &lt;/em&gt;ai canoni jazzistici, la sua capacità di porgere un repertorio semplice – ma tutt’altro che dozzinale -, l’idea stessa di un pop levigatissimo ed elegante indicano una precisa strategia. Ovvero: prestare al pop un tipo di vocalità jazzistica; ma, soprattutto: elaborare modi di produzione e arrangiamento capaci di &lt;em&gt;parlare &lt;/em&gt;lingue diverse, di essere ascoltati a più livelli, con molteplici chiavi di lettura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun dubbio, quindi, che la questione dei baleddi nasca da un equivoco inevitabile: nel momento in cui la Blue Note (una delle etichette più prestigiose in campo jazzistico) pubblica un disco, quel disco &lt;em&gt;deve &lt;/em&gt;avere una porzione significativa di jazzità. Condizione sufficiente, certo, ma non necessaria. I dischi di Norah Jones, infatti, ambiscono al meticciato più easy e disimpegnato, si riconoscono in un ambito stilistico eterogeneo (jazz più country più canzone d’autore). Ciò che rende vincente la sua scommessa, in realtà, è una evidentissima &lt;em&gt;sincerità &lt;/em&gt;d’impianto, ottenuta con una serie di elementi intriganti. Al di là dei testi - che paiono poca cosa, ma che sono in linea con la langue amorosa canzonettistica dei nostri tempi sbadati e fuggitivi -, la scrittura non è mai ordinaria, così come l’impianto timbrico complessivo, creato a partire da un’attenzione maniacale all’impasto di strumenti e suoni particolari (il piano elettrico Wurlitzer – e non Fender Rhodes -; le chitarre resonator, che hanno la cassa armonica di metallo e fanno tanto Cassandra Wilson; il lucido timbro della Telecaster; alcune percussioni lignee dal suono prezioso e suggestivo). Anche a livello formale, la Jones esprime un &lt;em&gt;artigianato &lt;/em&gt;sapiente, attento alle sfumature semantiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, il ganglio centrale della questione è proprio questa ossimorica ambivalenza: da un lato, l’artigianalità evidente del progetto; dall’altra, l’altrettanto evidente sofisticazione. Ma è una sofisticazione a posteriori, quasi postuma (per dirla con Wittgenstein): la musica di Norah Jones arriva per quello che è, ha un inestirpabile fondo di spontaneità e verità che la differenzia dalle iperproduzioni dei colleghi. Non c’è nulla di iper, nella sua musica, nulla che puzzi di plastica, che abbia quel certo odorino di fasullo. Si dà per quel che è, e tanto basta. Alla faccia dei baleddi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-5556268334536965151?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/5556268334536965151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=5556268334536965151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5556268334536965151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/5556268334536965151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2007/05/norah-e-le-altre.html' title='norah e le altre'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8497445401837533786.post-1041070847171211310</id><published>2007-05-05T14:43:00.000+02:00</published><updated>2007-05-05T14:45:28.496+02:00</updated><title type='text'>iniziamo</title><content type='html'>chissà se è ancora una buona idea fondare un blog. tutti hanno un blog. quasi tutti. e la domanda è: se tutti scrivono il loro blog, gli altri blog chi li legge? curioso mondo, questo, in cui ci sono più scriventi che leggenti. ma il bello è proprio questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8497445401837533786-1041070847171211310?l=jellyrollmusic.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/feeds/1041070847171211310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8497445401837533786&amp;postID=1041070847171211310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1041070847171211310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8497445401837533786/posts/default/1041070847171211310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jellyrollmusic.blogspot.com/2007/05/iniziamo.html' title='iniziamo'/><author><name>valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12827209429093867964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
