
per ammazzare il sapore fortissimo del libro di chabon (è come prendere una grappa dopo il caffè) ho attaccato "il principe dei ladri", un gialletto di chuck hogan, edito da piemme. l'idea è accattivante: uno svaligiatore professionista di banche si innamora della direttrice di una filiale che ha appena rapinato. l'fbi è sulle sue tracce, e su quelle della sua banda. sono a metà, poi vi dico. (quando leggo i gialli adotto un metodo di lettura piuttosto rapido, ai limiti dello scorretto, o del poco etico. vabbè).
in tema di ladri, mi viene in mente un libro fantastico, letto anni fa: "la gang del pensiero", opera seconda di tibor fischer, genialoide scrittore inglese, autore di "sotto il culo della rana", mondadori, "il collezionista", sempre mondadori, e altro che non ho letto. non sapevo nulla di fischer, ma la frase riportata in copertina mi colpì come un cazzotto: avere in mano una pistola è come essere dalla parte giusta in un dialogo socratico (l'edizione è negli elefanti garzanti), e mai cazzotto fu più centrato.
tutto ruota attorno alle avventure di eddie coffin, filosofo e ricercatore a cambridge in fuga dalla madre patria, e hubert, uno spiantato rapinatore da strapazzo che il filosofo conosce in francia; e c'è anche talete, un topo in gabbia. coffin decide di mettersi in società con hubert e avviare una carriera strepitosa di rapinatore-filosofo. il libro è irresistibile. apro a caso e vi cito qualche passaggio (dico sul serio, a caso: anche perché non mi ricordo i passaggi migliori):
la nostra tecnica per scegliere la banca che sarebbe stata il bersaglio della nostra prossima rapa-lampo consisteva nel guidare in giro finché non vedevamo una banca. hube ha insistito perché gli fornissi un'altra dose di filosofia in pillole prima del colpo, così dopo avergli dato qualche rapida istruzione abbiamo fatto un dialogo socratico.
"allora, hubert, cosa proponi di fare?".
"propongo che ci cerchiamo un laoro onesto".
"e quale sarebbe, hubert, il motivo della tua proposta?".
"guadagnare dei soldi".
"e credi sia possibile che tu, un disgraziato senza istruzione e specializzazione e io, un disgraziato senza specializzazione ma con un'eccessiva scolarizzazione, potremmo davvero ottenere un lavoro che comporti un compenso ragionevole o, addirittura, anche irragionevole?".
"ne dubito fortemente".
"e non sarebbe dunque più vantaggioso entrare in questa banca così vicina e privarla del suo lucro? giacché non è forse vero che il denaro è un ausilio indispensabile per ottenere il bene supremo, ovvero una vita contemplativa?".
"devo forse protestare di più?".
"No, no, basta così. andiamo ad applicare la zetetica".
la cosa stava già diventando un po' di routine. stavolta non ci siamo messi neanche a fare la fila, abbiamo fatto irruzione dentro e hubert ha annunciato come stavano le cose. uno dei clienti lo ha salutato.
"hubert! sono anni che non ci si vede. cosa combini di bello? scusa, ti sto forse mettendo in imbarazzo?".
si sono stretti la mano e hube si è messo a chiacchierare con lui mentre arraffava gli idlos che una cassiera giovane ed estremamente carina gli porgeva.
una volta tornati in macchina abbiamo valutato la nostra performance. "un minuto e ventisette secondi per fare il colpo e venti secondi per raccontare dieci anni della mia vita", ha riflettuto hubert a voce alta.
spettacolo.
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